Il Tirreno

Lucca

Questura  

Molesta una 15enne ai giardini trentenne arrestato dalla polizia

G.P.
Molesta una 15enne ai giardini trentenne arrestato dalla polizia

Il fatto è avvenuto venerdì pomeriggio su una panchina di porta San Pietro La ragazza era con le amiche: l’uomo l’ha palpeggiata e ha tentato di baciarla

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LUCCA. Venerdì pomeriggio, Lucca, centro storico. Un gruppo di adolescenti chiacchiera e scherza su una delle panchine dei giardinetti che si affacciano sul lato interno di porta San Pietro. Intorno c’è il solito via vai di turisti e residenti. Improvvisamente si avvicina un uomo di più di 30 anni, straniero. Si siede assieme a loro senza che nessuno lo abbia invitato. Le ragazzine, tutte sui 15 anni, non hanno neppure il tempo di chiedersi cosa voglia. Ci pensa lui a farlo capire allungando in modo lubrico la mano sulla coscia di una delle ragazze. Un gesto inatteso, totalmente sgradito e viscido che trasforma un pomeriggio di divertimento tra amiche in un incubo a occhi aperti. La vittima si sottrae subito al palpeggiamento ma non fa in tempo ad alzarsi che l’uomo, di nazionalità somala, si china su di lei e tenta di baciarla sulla bocca. Succede tutto in pochi attimi: la ragazzina è sconvolta ma trova la forza di sottrarsi alle molestie dell’uomo. Si alza dalla panchina e impaurita si allontana insieme alle amiche, anch’esse incredule e quasi annichilite di fronte alla scena a cui hanno appena assistito, che si svolge sotto gli occhi di decine di persone ma senza che nessuno abbia modo di rendersene conto e di intervenire.

A passo svelto il gruppetto mette qualche centinaio di metri tra sé e quella panchina, su cui l’uomo rimane tranquillamente seduto come se niente fosse. Una delle ragazze ha la lucidità di prendere il cellulare e chiamare il 113. Racconta l’accaduto all’operatore della questura e in pochi minuti una volante della polizia si materializza nel luogo in cui le ragazze si sono rifugiate. Gli agenti parlano con la vittima dell’aggressione: è in lacrime ma con l’aiuto delle amiche riesce a fornire una descrizione esaustiva del soggetto. Gli agenti a quel punto si presentano ai giardini di porta San Pietro: la panchina è vuota, l’uomo se n’è andato. Ma non mollano: cominciano a perlustrare la zona e per fortuna individuano il soggetto poco distante dal luogo del misfatto. Viene raggiunto e arrestato senza opporre resistenza. Gli agenti lo portano in questura per ascoltarlo: si tratta di un cittadino originario della Somalia. Non è un richiedente asilo: si trova in Italia da una decina di anni (per intenderci, da prima che cominciassero gli sbarchi). Non ha precedenti specifici per molestie e reati sessuali ma non è neppure un immacolato: a suo carico risulta un vecchio procedimento per lesioni e tentata rapina. In ogni modo per un certo periodo di tempo ha avuto un regolare permesso di soggiorno che però non è stato rinnovato. Pertanto al momento risulta irregolare sul territorio nazionale. E anche di questo dovrà rispondere. L’accusa più grave, però è un’altra: tentata violenza sessuale ai danni di una minorenne. L’uomo (di cui la polizia non ha fornito il nome) si trova nel carcere San Giorgio, in attesa della convalida dell’arresto e dell’interrogatorio di garanzia, che avverrà all’inizio della settimana, quando il giudice gli farà visita in cella. Intanto la ragazzina di 15 anni e le amiche che erano presenti durante il fatto, sono state ascoltate in questura, alla presenza dei genitori, da personale specializzato dell’ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico. —

G.P..

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