Il Tirreno

Lucca

Antagonisti occupano edificio comunale, il sindaco li convince a desistere

Il palazzo occupato con gli striscioni esposti dagli antagonisti
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Il palazzo occupato con gli striscioni esposti dagli antagonisti

L'episodio è avvenuto nella tarda serata di sabato a Nozzano San Pietro. Sul posto le forze dell'ordine

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LUCCA. Un gruppo di 25-30 persone tra i venti e i trenta anni appartenenti ai gruppi antagonisti sabato 14 luglio attorno alle 20 hanno occupato l'ex magazzino comunale di Nozzano San Pietro, in via della Bordogna. Il blitz è stato reso pubblico sulla pagina Facebook "Il palazzo che brucia": "Accorrete a Nozzano via della bordogna 826. c'è un nuovo spazio liberato in città! a breve assemblea pubblica. seguiranno aggiornamenti". Poco dopo uno stuolo di giovani si trovava nell'edificio dove sono stati esposti striscioni di protesta. Sul posto sono intervenute le forze dell'ordine (polizia e municipale) assieme al sindaco Alessandro Tambellini. Dopo una lunga trattativa il primo cittadino è riuscito a far desistere i giovani dal proposito di rimanere nell'immobile. "Abbiamo parlato - dice il sindaco - Ho detto loro che gli spazi si chiedono e che sono disposto ad incontrarli per parlarne". L'ex magazzino è stato liberato attorno a mezzanotte e mezzo, senza bisogno dell'uso della forza. 

Sulla pagina Facebook "Il Palazzo che brucia" un lungo post spiegava le motivazioni del gesto: "Intorno a noi, tutto precipita: la civiltà del terzo millennio avanza senza tregua, a colpi di bilancio, progresso e innovazione, verso nuovi orizzonti di annichilimento dell’essere umano. (...) Lucca rappresenta per noi un esempio lampante di quest’ossessione: una città malata, costruita nell’ombra bigotta del suo stesso dormitorio, in cui soltanto volanti e telecamere accompagnano il tifo di qualche bottegaio per l’affondamento d’un barcone nel Mediterraneo. Una città drogata dal denaro e dall’ipocrisia, dove quattro chilometri di mura sono più che sufficienti per chiudere il cerchio intorno agli interessi economici delle famiglie di feudatari al potere e alla megalomania della Lucca bene, coi suoi maxi eventi tipici della spettacolarizzazione da cartolina lasciata in mano ai turisti. Dietro al palcoscenico, bigottismo, mediocrità, razzismo e repressione si spartiscono il compito di logorare lentamente tutto il resto. (...) Da oggi nella nostra città esiste uno spazio liberato, recuperato dall’abbandono e restituito alle nostre capacità".

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