Sicurezza
Scrive l’arcivescovo: «Ora serve inclusione, non chiusura dei porti»
lucca . Una chiesa nuova, in grado di includere e di non lasciare indietro nessuno. È questo ciò che auspica l’arcivescovo di Lucca, Italo Castellani, nella sua omelia per San Paolino, la festa...
lucca . Una chiesa nuova, in grado di includere e di non lasciare indietro nessuno. È questo ciò che auspica l’arcivescovo di Lucca, Italo Castellani, nella sua omelia per San Paolino, la festa patronale di oggi. «L’immagine di San Paolino, che porta sulla sua mano sicura la riproduzione dell’icona della nostra città, da una parte ci rassicuri per la sua protezione ma dall’altra ci stimoli a riassumere la nostra testimonianza cristiana senza se e senza ma nell’oggi, con l’impegno a passare il nitido, non sbiadito o insapore testimone di Vangelo alle generazioni di oggi quindi di domani. Il nostro è un Paese – scrive l’arcivescovo – una città e una Chiesa diocesana, sicuramente da ripensare».
Castellani, poi, parla del fenomeno dei migranti: «Devo riconoscere che Lucca e il suo territorio nel suo insieme ha risposto bene, rispetto ad altre realtà, nell’accoglienza dei migranti. Credo che la nostra Chiesa di Lucca non possa rimanere muta di fronte a quello che sta avvenendo, con i migranti lasciati in balia del mare e con i porti del Mediterraneo chiusi, mentre coloro che hanno la guida del nostro Paese si rifiutano ostinatamente di accoglierli, aspettando che lo facciano altri. È una decisione che un cristiano non può accettare. È di spettanza propria di chi governa maturare scelte politiche, reali percorsi d’inclusione sociale dei rifugiati, adulti e soprattutto minori non accompagnati, sino ad oggi svolti per lo più dalla Caritas diocesana e generosamente dalle nostre comunità. Chiedevo e chiedo ancora una volta di dissociarci apertamente da tali scelte e dichiarare che ogni uomo è al primo posto, non è un numero, a prescindere dalla sua provenienza, appartenenza sociale e culturale. Auspico e invito tutte le nostre comunità a vigilare sulla difesa dei diritti umani, in mare e sulla terra ferma, e ad essere aperte all’accoglienza dell’altro, aprendo i propri spazi e le proprie strutture per costruire progetti di accoglienza di condivisione e inclusione». —
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