Toscana
Potature selvagge, parla la Lipu «Così non si tutelano i nidi»
Le Lega italiana protezione uccelli scrive al Comune e alla Provincia di Lucca Dinetti, responsabile ecologia urbana: «Capitozzare non porta alcun vantaggio»
LUCCA
La cura del verde pubblico continua a far discutere. In particolare, nel mirino delle critiche sono finiti i tigli che costeggiano la via per Camaiore potati con il sistema della capitozzatura. È nato dall’indignazione contro le “potature selvagge” il movimento a cui hanno dato vita un gruppo di intellettuali lucchesi per rivendicare che si proceda nelle potature con un piano preciso, nel rispetto delle piante. Il movimento poi, sta dando vita a un comitato a tutela del verde pubblico di Lucca, appoggiato anche dalla Lega italiana protezione uccelli, in sigla Lipu.
Perché dietro alla capitozzatura potrebbe nascondersi un reato penale, come spiega Marco Dinetti, responsabile del settore ecologia urbana dell’associazione: «Potare gli alberi nella stagione estiva è vietato, salvo in casi di urgenza. Di questi tempi sugli alberi si possono trovare i nidi degli uccelli, e quindi la capitozzatura può causare gravi danni alle diverse specie».
La Lipu, quindi, supporta il movimento di protesta lucchese. E ha già inoltrato una lettera al Comune e alla Provincia. «Principalmente abbiamo fatto riferimento alla legge 157 del febbraio del 1992, che tutela la fauna selvatica in relazione alle operazioni di potatura. Crediamo – spiega ancora Dinetti – che in questo caso questa norma non sia stata pienamente rispettata e chiediamo che venga fatta chiarezza».
Intanto, la Lipu e i membri di quello che fra alcune settimane diventerà un comitato vero e proprio a difesa di alberi e piante della città hanno tenuto il loro primo incontro, che è servito per cominciare a programmare strategie di sensibilizzazione.
«Innanzi tutto stiamo lavorando all’organizzazione di eventi pubblici, per spiegare alla cittadinanza cosa significa potare gli alberi nella maniera sbagliata. Poi - prosegue Dinetti - stiamo valutando di creare una serie di volantini o schede informative da distribuire e da rendere consultabili dalla cittadinanza».
La protesta si allarga e si potenzia. «Deve essere chiaro che capitozzare gli alberi non porta alcun vantaggio neppure in termini di sicurezza. Anzi, li destabilizza e aumenta il rischio di cadute. In questo modo, inoltre, si privano gli alberi delle loro caratteristiche principali, come per esempio l’eliminazione dall’aria dei fattori inquinanti», va avanti Dinetti, che conclude: «Abbiamo richiesto il regolamento sul verde pubblico all’amministrazione. Sospettiamo che non ne possieda uno, e questo sarebbe quantomeno strano. Restiamo in attesa della risposta delle istituzioni, mentre continueremo a incontrarci col comitato di cittadini per elaborare metodi d’azione a tutela del nostro patrimonio verde, troppo spesso trascurato». —
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