La manifestazione
Se questa sera si decide il destino dei maxiconcerti
Nella musica vale la regola non scritta che l’album più difficile da incidere, per ogni artista, è il secondo. Soprattutto se arriva dopo un debutto con i fiocchi, un esordio da record.La stessa cosa,...
Nella musica vale la regola non scritta che l’album più difficile da incidere, per ogni artista, è il secondo. Soprattutto se arriva dopo un debutto con i fiocchi, un esordio da record.
La stessa cosa, evidentemente, vale anche per il Summer Festival e per i concerti sul campo Balilla. La sensazione - parlando con gli addetti ai lavori o con i semplici cittadini - è che il concerto di stasera con Roger Waters come mattatore non scateni l’elettricità che percorreva tutta la città nel settembre scorso per i Rolling Stones.
Certo, i due eventi hanno tante differenze. Innanzitutto gli Stones hanno un valore simbolico e “iconico” superiore a Waters (e forse anche ai Pink Floyd). In secondo luogo, l’anno scorso c’era tutta l’emozione del debutto. Terzo, per Jagger & C. si trattava dell’unica data italiana (Waters quest’anno ha già suonato sei volte fra Bologna e Milano e sabato sarà a Roma) e questo fece convogliare a Lucca 55.000 persone, più del doppio di quante ne arriveranno oggi.
Eppure sarebbe un errore grossolano non rendersi conto di quello che può significare il concerto di questa sera per la città. Un’importanza per il futuro. Perché la convenzione firmata da Mimmo D’Alessandro con il Comune prevede almeno un altro concerto, da qui al 2022, sugli spalti. Ma si tratta di un valore minimo: in teoria potrebbero essere anche cinque (compreso Waters), cioè uno l’anno. E proprio l’evento di questa sera potrà dare la misura giusta di quelli che verranno. Perché un punto è chiaro: l’ordalia dei Rolling Stones non potrà che rimanere un evento eccezionale, per l’imponenza e per il numero di spettatori. Questa sera, insomma, e nelle giornate che verranno si potrà e si dovrà capire se la “taglia” scelta per Waters (capienza massima a 25.000 persone) è quella che può garantire tutto e tutti: sicurezza, residenti, spettatori e organizzatori.
Tutto questose non si tiene conto dell’imprevedibilità dell'animo umano. Cioè, per quello che ci riguarda, dei rapporti che sembrano essere al minimo storico fra Mimmo D’Alessandro e il Comune. Il promoter ha tenuto a far sapere in tutte le maniere possibili che si sente sopportato. L’espressione plastica di tutto questo l’abbiamo avuto nella conferenza stampa in gran parte occupata dal battibecco fra lo stesso D’Alessandro e l’assessore Francesco Raspini.
Ecco: stasera può andare tutto bene, Lucca può superare (come tante altre volte) anche questa prova ma senza l’ingrediente fondamentale - un po’ di buona volontà - si rischia che tutto sia inutile. E che gli eventi diventino routine da portare avanti senza entusiasmo. Prima che questo succeda, ripartiamo da questa sera. E se si vorrà interrompere il ciclo dei maxiconcerti lo si faccia, ma con uno scopo chiaro, di rilancio, e non solo per ripicca di una parte nei confronti dell’altra. —
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