Il Tirreno

Lucca

Lucchese, Grassini non paga e fugge via

di Luca Tronchetti e Nicola Nucci;
Lucchese, Grassini non paga e fugge via

Denuncia presunte minacce e le quote tornano a Moriconi che adesso dovrà cercare di salvare il club dai dilettanti

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LUCCA

Dire che ancora una volta Il Tirreno ci aveva visto giusto manifestando non poche perplessità - nonostante gli osanna di un sito internet dedicato alla Lucchese e alla maggioranza dell’azionariato popolare e della curva Ovest - sul self made man di Colle Val d’Elsa, Lorenzo Grassini, è polemica sterile che poco ci interessa in questi momenti davvero drammatici per la storia dell’As Lucchese che rischia di finire in frantumi per la terza volta in dieci anni. Di certo c’è che Grassini se n’è andato lasciandosi dietro una scia di penalizzazioni (4 punti per mancati pagamenti di stipendi e contributi di marzo, aprile e maggio e da un minimo di 2 a un massimo di 10 per la mancata ricapitalizzazione). Il rischio che il sindaco revisore Matteo Romani stamani portasse i libri in tribunale è stato scongiurato dal rientro in possesso delle quote (non ancora messo per iscritto, ma dichiarato verbalmente) di Arnaldo Moriconi. Il titolare della Sice Telecomunicazioni che sinora aveva sempre rispettato le scadenze federali ha potuto ottenere una dilazione dei tempi. Almeno sino a martedì 10 luglio, il cane da guardia della società, l’organo di vigilanza, non salirà le scale del palazzo di Giustizia per portare al giudice fallimentare i libri contabili. Attenderà una soluzione dall’attuale numero uno rossonero. Che non può tardare ad arrivare. Pare scontato che l’imprenditore non voglia, almeno da solo, tenersi la Lucchese. Quindi in campo ci sono due soluzioni: quella legata all’imprenditore romano Pietro Belardelli, ancora osteggiato dai tifosi (alcuni preferiscono il fallimento e la ripartenza in Eccellenza) e quella che vedrebbe in campo imprenditori accostati in qualche modo a Fabio Bettucci, ex dg ai tempi di Andrea Bacci (ieri sera ha telefonato in redazione dispiaciuto per la situazione della Lucchese), o all’ex dg Tito Corsi. Entrambi, sentiti in serata, cadono dalle nuvole. Dicono di non essere coinvolti in cordate che vogliono rilevare la Lucchese. Spunta però una nuova pista: un imprenditore di una nota catena commerciale che starebbe per rilevare il gruppo di supermercati francesi Auchan.



Ieri mattina alle 11,30 l’amministratore unico Gianni Ferruzzi e il dg Fabrizio Lucchesi aspettavano Grassini per andare insieme dal commercialista Matteo Benigni ed effettuare i versamenti necessari per la ricapitalizzazione: 464mila euro. Ma lui non rispondeva al telefono. Verso le 12.30–13 la telefonata del dg Lucchesi al socio Moreno Micheloni, lo sponsor numero 1 del patron dell’«Aigornetto Limited», per annunciare che «era tutto finito». Il motivo? Grassini si trovava nella caserma dei carabinieri Salvo d’Acquisto di Siena per denunciare presunte lettere minatorie fatte recapitare nella sua cassetta postale oltre a telefonate anonime che lo invitavano ad andarsene. «In queste condizioni lascio le mie quote a Moriconi».



Con Moriconi tornato sulla tolda di comando il ventre del Porta Elisa è diventato un via vai di tifosi in pellegrinaggio dal vecchio proprietario. In prima fila Stefano Galligani, ex presidente di Lucca United, inizialmente tra i grandi elettori di Grassini. In serata proprio lui, assieme a Moriconi, al commercialista Benigni e ad un emissario dell’imprenditore interessato all’acquisto si sono ritrovati a cena in un locale fiorentino. Se sono rose fioriranno. Sperem. —

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