Il dolore
La moratoria langue, Confcommercio torna ad attaccare
L’associazione: «Prima si doveva approvare lo stop a nuove aperture, poi il regolamento di polizia urbana»
LUCCA. Con i nuovo regolamento di polizia urbana appena licenziato dal consiglio comunale, Confcommercio parte all’attacco. Va bene le regole stringenti per i locali - è il concetto che l’associazione dei commercianti vuole puntualizzare - ma perché le aperture di nuovi esercizi continuano in modo indiscriminato nonostante il piano della moratoria, in itinere da mesi e non ancora approvato? Confcommercio incalza in questo senso, e il suo atteggiamento è molto critico nei confronti dell’amministrazione comunale.
«La nostra associazione – si legge in una nota di Confcommercio Lucca e Massa Carrara – ha seguito con la massima attenzione l’evolversi dell’iter del regolamento sul decoro, presentando nei tempi e nei modi indicati le proprie considerazioni e proposte in merito. Adesso che il regolamento è stato approvato, possiamo affermare che ci siano alcuni aspetti sui quali siamo d’accordo e altri invece che a nostro avviso sono sbagliati».
E poi sottolinea che «come cosa più importante, però, crediamo che questo nuovo regolamento andasse preceduto dall’approvazione di quello della moratoria di cui si parla ormai da diversi mesi».
Qui il punto cruciale della questione, che l’associazione evidenza con ancora maggiore chiarezza.
«Il nostro ragionamento è semplice – prosegue la nota -: perché mettere delle regole stringenti per i locali, se poi si continua a consentire l’apertura indiscriminata e senza regole dei locali stessi? A nostro avviso la moratoria avrebbe dovuto precedere il regolamento di polizia urbana e non il contrario, tenendo conto anche del fatto che della moratoria si parla ormai dall’autunno dello scorso anno, momento in cui la sua approvazione, anche a seguito degli aumenti della tariffa Cosap, veniva data per imminente o comunque per certa».
«Oggi – termina la nota diramata dall’associazione -, a quasi un anno di distanza, siamo invece ancora allo stesso punto ed è sotto gli occhi di tutti come la città si stia trasformando sempre più in una unica, enorme mangiatoia». —
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