La protesta
La carezza di un cane ridà la speranza ai familiari di una donna in coma da 8 mesi
La paziente ha toccato con la mano il labrador e il suo volto si è rilassato. L’Asl: proseguiremo nei prossimi giorni
LUCCA. Il raggio di sole è arrivato sotto forma di un muso peloso che si è posato sul letto di una donna che da otto mesi lotta con tutte lo forze fra la vita e la morte. Sole, perché “Sun” è il nome del labrador maschio che ha dato una speranza alla famiglia della signora ricoverata in stato di coma vegetativo nella struttura di San Cataldo e, in particolare, nei moduli della Rsa Arcobaleno.
L’episodio è avvenuto alla fine di giugno 2018 durante una giornata dedicata alla pet therapy organizzata nell’ambito del progetto condiviso tra la cooperativa “La Salute”, che gestisce la struttura, e l'associazione “Val di Flora” che ha sede a San Quirico, vicino a Pescia.
Un’educatrice, acquisito il consenso dei familiari, ha condotto il cane addestrato accanto ad una paziente che da otto mesi è in stato di coma vegetativo e da cinque mesi è ospite della struttura. Nel momento in cui l’animale si è avvicinato al letto, dietro ordini vocali semplici da parte del personale del modulo, la donna ha avuto una reazione bellissima, muovendo la mano verso il cane. È stata quindi aiutata ad accarezzarlo e, a seguito della percezione tattile, ha assunto un’espressione del viso rilassata e distesa.
Per tutti gli operatori ma soprattutto per i familiari della signora è stato un momento intenso e commovente: la dimostrazione che l’ospite stava iniziando a riavere contatti con l'esterno.
Visti gli ottimi riscontri, questo approccio verrà ovviamente ripetuto nei prossimi giorni, in attesa di altri segnali incoraggianti come quello che si è registrato alcuni giorni fa. Questo ha anche rafforzato la scelta dei medici specialisti che hanno in carico la donna verso un percorso di riabilitazione intensiva.
È stato un episodio denso di significato, in grado di dare speranza ai familiari, ma anche un’enorme gratificazione per il personale, che in “San Cataldo” è quotidianamente impegnato a garantire un’adeguata presa in carico dei pazienti, indipendentemente dal loro stato di salute, sempre in un’ottica di qualità di vita. Gli operatori sociosanitari della struttura polivalente si occupano degli utenti dell’Hospice, della Rsa Arcobaleno, del modulo stati vegetativi e del modulo per disturbi cognitivi comportamentali Rsd.
Più in generale, la pet therapy rientra in un percorso di umanizzazione delle cure. Il progetto è il frutto di un lavoro di pianificazione, nel rispetto delle norme igienico-sanitarie volte a tutelare al massimo sia la persona ricoverata che l’animale coinvolto: alle sedute periodiche di pet therapy partecipano infatti solo cani giudicati idonei in base a precisi requisiti comportamentali e sanitari.
I benefici della loro presenza a fianco dei pazienti hanno anche basi chimiche e fisiche: il loro affetto stimola l’organismo a produrre endorfine inducendo uno stato di tranquillità e rilassatezza. —
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