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consorzio garfagnana produce 

«Smaltimento rifiuti incompatibile col turismo e le produzioni tipiche»

«Smaltimento rifiuti incompatibile col turismo e le produzioni tipiche»

BARGA. Il rilancio di Kme punta molto sul pirogassificatore, un’ipotesi contestata da molti. Tra i sostenitori del no anche il Consorzio Garfagnana Produce Un no, spiega il Consorzio, che «nasce...

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BARGA. Il rilancio di Kme punta molto sul pirogassificatore, un’ipotesi contestata da molti. Tra i sostenitori del no anche il Consorzio Garfagnana Produce

Un no, spiega il Consorzio, che «nasce dalla ben nota incompatibilità fra impianti di smaltimento di rifiuti e aree a forte vocazione turistica e agro-alimentare come la Garfagnana. I dati ci aiutano a comprendere come l’indotto del turismo sia una voce economica assolutamente centrale per il nostro territorio, da tutelare e non da svilire con opere di un così grave impatto ambientale: nel 2017 nei 15 comuni della Garfagnana hanno soggiornato 39.600 turisti nelle molte strutture ricettive presenti con una durata media del soggiorno di 3,4 giorni. Queste 134.640 presenze complessive quanti soldi ci hanno lasciato? Ipotizzando una spesa media giornaliera di 60 euro otteniamo una cifra superiore agli 8 milioni di euro e sappiamo che in vacanza, tutti, ma in specie gli stranieri, si concedono molti altri extra, acquistano prodotti locali, usufruiscono dei musei, dei parchi avventura, degli esercizi commerciali e così via. Da quest’anno è stata inoltre istituita la tassa di soggiorno che comporta un’ulteriore entrata per i comuni e soprattutto sancisce lo status di “località turistica” per la nostra valle».

Ma, riprende il consorzio, «la costruzione dell’inceneritore causerebbe una sicura svalutazione ambientale e paesaggistica del territorio e l’aumento del traffico pesante, compromettendo così il comparto turistico e agro-alimentare nella sua totalità. Le certificazioni Dop e Igp dei nostri prodotti non potrebbero essere più sostenute e anche la nascente “Comunità del cibo” sarebbe molto penalizzata. Il brand “Garfagnana”, costruito con fatica e caparbietà da tante piccole e medie aziende sparse sul territorio cui va il merito, tra l’altro, di aver frenato lo spopolamento della montagna offrendo nuovi posti di lavoro e preservando il territorio dall’abbandono e quindi dai dissesti idrogeologici, merita ben altro rispetto a un grande impianto di incenerimento, per giunta all’interno di un centro abitato e a due passi dalla bellissima Barga. Un’azienda manifatturiera in crisi alle porte della Garfagnana, fra due parchi, inserita in un territorio di grande pregio che dal turismo trae sostentamento, ha il dovere di pensare al rilancio ma sposando una politica ambientale all’altezza del contesto in cui si colloca». —



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