Attenzione
Kme: la cassa integrazione adesso è possibile
Bilancio positivo dopo il vertice al ministero: ora l’accordo va definito in Regione e serve un piano definitivo di rilancio
BARGA. C’è ottimismo, cauto come si dice in questi casi, ma c’è. Dall’incontro di ieri al ministero dello Sviluppo economico è arrivata la notizia, tutt’altro che scontata, che sì, c’è la possibilità di una proroga di un altro anno della cassa integrazione per i dipendenti della Kme di Fornaci. Adesso però c’è ancora molto lavoro da fare per arrivare alla cassa e, soprattutto, bisogna cominciare a pensare anche al dopo, ossia al rilancio della produzione.
Parallelamente però, come spiegano Massimo Braccini e Mirco Rota della Fiom, «alla sede Kme di Firenze e allo stabilimento di Serravalle Scrivia non sono invece riconosciuti ulteriori ammortizzatori sociali perché l’investimento si concentra principalmente sullo stabilimento di Fornaci di Barga», però, notizia positiva, «l’azienda si è impegnata a non aprire procedure di licenziamento e a ricercare soluzioni concordate con i sindacati».
Ora l’accordo sulla cassa integrazione va definito in Regione, per poi essere riconosciuto dal ministero attraverso un decreto. «Noi – riprendono i rappresentanti Fiom – continuiamo a lavorare affinché gli stabilimenti Kme nazionali risentano di investimenti e di un rilancio complessivo. Monitoreremo l’andamento aziendale attraverso specifichi incontri e vi saranno anche ulteriori passaggi in sede ministeriale. Siamo impegnati affinché le condizioni di prospettiva industriale e di totale recupero occupazionale, (nonché di tenuta dell’indotto che ruota intorno a questo gruppo) dopo molti anni di crisi si concretizzino e si possa tornare a parlare di sviluppo».
Cauto ottimismo anche da parte dei rappresentanti della Uilm Guglielmo Gambardella e Giacomo Saisi, presenti all’incontro (cui ha partecipato anche il senatore del Pd Andrea Marcucci): «L’esito è stato tutto sommato positivo – ribadisce Saisi – almeno per quanto riguarda la salvaguardia dei posti di lavoro. Stiamo lavorando, inoltre, alla definizione degli strumenti da utilizzare come ammortizzatori sociali. Non è ancora certo, ma c’è la possibilità di trasformare i contratti di solidarietà in cassa integrazione straordinaria in modo che, quando il 23 settembre scadranno gli ammortizzatori sociali, potremo chiedere una proroga di altri 12 mesi. Le possibilità sono alte, come ha confermato il Ministero».
Confermati anche i numeri degli esuberi, 90 per lo stabilimento di Fornaci, per i quali l’azienda andrà poi a chiedere gli aiuti a Roma: «L’azienda ha poi ribadito la volontà di andare avanti con la stesura del progetto definitivo sin qui annunciato e anche questo è un dato positivo perché la cassa integrazione straordinaria viene concessa con maggiori probabilità se viene legata a un serio progetto di riorganizzazione e rilancio dello stabilimento. Confermato quindi il progetto di autoproduzione dell’energia elettrica tramite pirogassificatore del pulper e la creazione di una Academy sull’economia circolare, con importanti ricadute su tutto il territorio, in termini economici e occupazionali. In tutto si parla di 70 milioni di euro di investimenti». —
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