Italia Nostra striglia il Comune «Interventi di bassa qualità»
L’associazione sottolinea l’urgente necessità per le singole amministrazioni di dotarsi di strutture idonee per gli interventi sulle alberature
LUCCA. «La gestione del verde urbano è una questione da affrontare con grande sensibilità, riguardando tanto il diritto alla salute ed al benessere, quanto la cultura, la bellezza della città». Italia Nostra interviene sulla protesta sulle potature “selvagge” degli alberi sollevata da un gruppo di intellettuali lucchesi. Un gruppo che si sta organizzando e coordinando con i comitati fiorentini attivi sullo stesso fronte.
«Se da un lato può essere comprensibile la prudenza di sindaci e dirigenti comunali che sottostà all’emissione di provvedimenti di urgenza - continua Italia Nostra - dall’altro non è comprensibile la carenza di strutture stabili nelle amministrazioni destinate a pianificare con attenzione interventi sul verde urbano».
Questo perché, prosegue «in un contesto ove la carenza di risorse economiche è normalità, è necessario promuovere un’accorta gestione del verde urbano, fondata non solo su provvedimenti di urgenza, ma su un’attenta programmazione, capace di intervenire consapevolmente su un patrimonio che è vivente e in trasformazione e che fa parte di un complesso sistema urbano. Solo così potrà essere garantita una continua manutenzione e un continuo rinnovamento del patrimonio botanico esistente, con l’avvertenza, peraltro, che gli alberi come ippocastani, platani, tigli, magnolie e simili, all’età di 60 anni, non sono al termine del loro ciclo vitale, ma stanno appena entrando nell’età matura! Gli ultimi interventi segnalati e apparsi sulla stampa (Il Tirreno, ndr), comportano un rilevante impatto paesaggistico e percettivo, che inciderà per decenni sull’aspetto della città. Tutte queste operazioni avrebbero meritato una maggiore ponderazione, non solo sulla selezione delle piante da tagliare, ma prima di tutto sul tipo di intervento; in ogni caso particolare attenzione deve essere rivolta alla tipologia delle essenze da piantumare in luogo di quelle abbattute. Inoltre come e quando verranno sostituite le piante abbattute?».
In merito agli annunci del Comune sui prossimi abbattimenti di alberi, Italia Nostra ricorda «come nel caso di viale Cadorna non si debba ragionare per quantità di alberi sostituiti in luogo di alberi abbattuti, ma contestualizzare l’intervento partendo dal disegno originario del viale che incorniciava l’accesso ed il varco visivo verso porta Elisa: la monumentalità era data da un doppio filare di alberi sui due lati. Oggi, in attesa di finanziamenti dedicati, questa percezione paesaggistica è andata perduta in quanto i due lati del viale hanno disegni diversi. Si ricorda come la gestione di un’alberatura storica a doppio filare sia da affrontare come un unico sistema: intervenire in modo non uniforme è una soluzione aleatoria che produce un risultato di bassa qualità estetica, in conflitto col disegno originario dell’alberata e la monumentalità della città». —
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