Il Tirreno

Lucca

Coraggio e determinazione Una vittoria da 110 e lode

Tommaso Silvi
Coraggio e determinazione Una vittoria da 110 e lode

Il 24enne Lorenzo Nizzi Vassalle si è laureato da non udente all’Università di Pisa «Voglio far conoscere i sordi al mondo e supportare i bambini in difficoltà »

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LUCCA

Prendere una difficoltà e trasformarla in uno stimolo per affrontare la vita quotidiana. Per vincere una serie di scommesse che sembravano impossibili. Frasi fatte? No. È la storia di Lorenzo Nizzi Vassalle, 24 anni, lucchese e fresco di laurea con 110 e lode alla facoltà di “Lettere moderne, discipline dello spettacolo e comunicazione”, all’università di Pisa. Lorenzo è sordo dalla nascita. E sul suo svantaggio ha costruito la tesi, dal titolo: “I sordi, l’audiovisivo e i nuovi media”.

«Ho cercato di diffondere il più possibile informazioni sul mondo dei sordi, sensibilizzando il pubblico – spiega Lorenzo – e cercando di abbattere le barriere di comunicazione che dobbiamo affrontare ogni giorno, per creare dei nuovi ponti comunicativi includendo i sordi e gli udenti».

La storia di volontà e determinazione di Lorenzo inizia appena 6 mesi dopo la sua nascita. «Quando i miei genitori hanno scoperto della mia sordità. Ci furono due episodi importanti che li fecero insospettire: il primo – ricorda il neo laureato, residente a Lucca, ma che sogna di trasferirsi a Milano – mentre dormivo nella culla in cucina, per sbaglio caddero delle pentole in terra. Non mi spaventai, anzi continuai a dormire tranquillamente. La seconda volta fu mentre giocavo. Un mio parente mise il volume della radio molto alto e forte, ma invece di spaventarmi ero tranquillo e immerso nel mio mondo silenzioso. Da esami approfonditi, in seguito, risultò il mio problema una volta per tutte».

Il periodo travagliato dell’asilo e delle scuole medie, «quando i miei compagni parlavano di cosa avevano visto in tv e io non sentivo e non riuscivo a leggere il labiale, quindi mi sentivo escluso», poi una scoperta, e allo stesso tempo la rinascita, in quarta superiore: «Ho conosciuto il mondo della lingua dei segni. Ho trovato tanti coetanei sordi e velocemente ho imparatoa comunicare con loro». Da quei giorni di oltre vent’anni fa in cui il padre fotografava tutti gli oggetti della vita quotidiana e scriveva il nome sulle foto per insegnare al figlio a parlare ne è passata di acqua sotto i ponti. Lorenzo oggi è un uomo.

E vive quasi come una missione il suo essere sordo. «Nella seconda parte della tesi ho parlato dell’esperienza che ho fatto grazie all’associazione A. Bi. Lis, con il progetto del bilinguismo, che mi ha permesso di fare da educatore sordo alla materna, elementari e medie per divulgare più notizie possibili sui sordi e Lis, e insegnare ai bambini ad avere un minimo di comunicazione in caso incontrassero qualche sordo».

Un cuore grande e un grande coraggio. Questo è Lorenzo, che infine rivela un particolare della sua vita privata: «Ho un gatto, e anche lui è sordo. Quando arrivo a casa per chiamarlo non serve urlare, accendo e spengo a intermittenza le luci e lui capisce che sono arrivato. Per mangiare lo chiamo toccandolo, gli faccio il segno di “mangiare”, lui lo capisce e corre alla ciotola. Questo è il mio mondo. Senza suoni, ma con tante cose belle». —

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