Gioco
Condomini raggirati dall’amministratrice che s’impossessa di quasi 100.000 euro
Due i procedimenti penali nei confronti della cinquantenne Ma la prescrizione incombe e non ci sarà il risarcimento
LUCCA
Una cinquantenne amministratrice di condominio lucchese è finita sotto processo con l’accusa di appropriazione indebita continuata e aggravata in due distinti procedimenti penali. Stando ai magistrati della procura avrebbe sottratto complessivamente quasi centomila euro ai ventisei condomini di due palazzine situate tra San Vito e San Marco nel periodo che va dal 2010 al 2012. Uno dei due procedimenti penali è iniziato l’altro è stato fissato il 23 novembre.
La cinquantenne lucchese - ex dipendente di un sindacato che si era sempre occupata della gestione della contabilità all’interno dei condomini - alcuni anni fa aveva deciso di mettersi in proprio costituendo una società a responsabilità limitata. La donna, molto conosciuta e stimata, era stata nominata amministratrice di condominio in 6-7 palazzi tutti dislocati nella periferia cittadina. All’inizio tutto bene. Poi otto anni fa i primi guai e le prime denunce. I condomini di una palazzina nella zona dell’Acquacalda ricevono la documentazione di spese effettuate per la riparazione e sistemazione di un ascensore. Solo che in quel palazzo non esiste ascensore. Da lì emergono irregolarità che portano 6 abitanti del condominio a presentare un esposto nei confronti della amministratrice. L’ammanco è di circa 15mila euro e lei si difende sostenendo che si è trattato di un errore contabile. In sostanza di una gestione amministrativa approssimativa.
Ma la seconda denuncia arriva poco dopo e gli investigatori stavolta le contestano un’appropriazione indebita che supera gli 80mila euro. E ad accusarla stavolta sono gli abitanti di un’intera palazzina: oltre venti persone costituitesi parte civile. In questo caso ci sarebbero stati mancati pagamenti per lo svuotamento dei pozzi neri con l’autospurgo, dell’acquedotto e dell’energia elettrica. Tanto che molti condomini sono stati costretti a pagare due volte pena il distacco dell’energia elettrica.
L’amministratrice si difende sostenendo di aver fatto confusione con i vari condomini gestiti. Gli investigatori hanno sequestrato la documentazione contabile e hanno verificati i conti correnti. Per la procura l’amministratrice, avendo la disponibilità del denaro dei condomini proprio in virtù dell’incarico fiduciario, si è comportata come il proprietario firmando assegni a suo nome per importi rilevanti.
Molto probabilmente però il processo si chiuderà con un nulla di fatto. Incombe infatti l’istituto della prescrizione. L’appropriazione indebita si prescrive in 7 anni e mezzo e l’ultimo episodio contestato risale al 2012. Ergo il reato si prescrive entro il 2019. E in quella data probabilmente non sarà concluso neanche il processo di primo grado. Risarcimento del danno? Nessuna causa civile è stata intentata all’amministratrice condominiale. —
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