Il Tirreno

Lucca

il caso 

E il Pd della Valle del Serchio boccia il pirogassificatore Kme

N.B.

Durissimo documento firmato dai vertici del partito, a cominciare da Marcucci Si chiede la presentazione del piano industriale

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BARGA . Un patto per l'ambiente, per dire no al pirorigassificatore e tutelare i circa 600 dipendenti della Kme. I vertici del Pd della Valle del Serchio, ad ogni livello, mettono nero su bianco su una posizione espressa "a rate" nei giorni scorsi, e soprattutto saranno scacciate le polemiche che hanno investito alcuni esponenti locali.

I firmatari di questo documento congiunto sono il senatore e capogruppo Pd a Palazzo Madama, Andrea Marcucci, l'assessore regionale Marco Remaschi, la consigliera regionale Ilaria Giovannetti, il sindaco barghigiano Marco Bonini, i segretari territoriali e comunali del Pd Mario Puppa e Lara Baldacci, oltre che il capogruppo in Provincia, Nicola Boggi.

Tutti uniti per dire sì alle politiche del lavoro e alla tutela della salute, no ad ogni soluzione nociva per l'ambiente: «I segnali di ritrovata competitività, devono però spingere l’attuale management a presentare uno strutturato piano industriale capace di consegnare allo stabilimento di Fornaci di Barga il ruolo di cuore produttivo europeo del rame. Tradurre questo auspicio in un piano concreto risulta inoltre fondamentale anche per assicurare solidità nell’immediato alla richiesta di proroga degli ammortizzatori presentata al Ministero ritenendo decisivo, dal nostro punto di vista, che lo Stato accompagni adeguatamente questo delicato passaggio attraverso la messa in campo di nuovi strumenti di sostegno al reddito per i lavoratori».

Però, il tema caldo resta quello dell'ambiente. E qui, stavolta, i passaggi non lasciano campo a equivoci: «Intendiamo con chiarezza sottolineare la necessità che qualsiasi progetto industriale oggi non possa ipotizzare alcun peggioramento del saldo emissivo reale in atmosfera. Il lavoro quindi si difende con le unghie e con i denti ma si fa ciò in maniera incisiva ed intelligente solo quando si riescono ad attuare politiche che, partendo dall’esistente, tendano progressivamente a migliorare la compatibilità ambientale di qualsivoglia attività produttiva all’interno del contesto sociale».

Nessuno lo nomina, ma lo spauracchio del pirorigassificatore è ben presente: «Ipotesi di produzione di energia attraverso processi di gassificazione, ci insegna anche il recente passato, risultano di difficile sostenibilità tecnica e sociale. Tali modalità sono ancora utilizzate purtroppo in molte parti del nostro Paese per la necessità che si ha di procedere alla chiusura del ciclo dei rifiuti, ed è proprio per procedere ad una progressiva estinzione di tali processi che invece dobbiamo accelerare, rafforzare e favorire tutte le azioni mirate al riuso, alla rigenerazione se non addirittura alla riduzione alla fonte del rifiuto». —

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