Nella Lucca del futuro il commercio è digitale «Lavoriamoci insieme»
LUCCA. Da una parte c’è la “pigrizia” dei commercianti, dall’altra le lacune di una promozione territoriale che deve essere migliorata. Il tutto, condito dalla crisi dei consumi a livello...
LUCCA. Da una parte c’è la “pigrizia” dei commercianti, dall’altra le lacune di una promozione territoriale che deve essere migliorata. Il tutto, condito dalla crisi dei consumi a livello internazionale e dalla crescita esponenziale e rapidissima del cosiddetto “e-commerce”, vale a dire il commercio che si sviluppa su internet. Basta un click per acquistare un paio di scarpe, una maglia o qualsiasi altro accessorio, nella maggior parte dei casi anche a un prezzo minore rispetto a quello del negozio. «Non è un momento facile, non solo a Lucca. Di sicuro si potrebbe fare di più per risalire la china, e stiamo lavorando proprio in questa direzione». A parlare è Valentina Mercanti, assessore allo sviluppo economico. «È impossibile non immaginare un futuro dove il commercio tradizionale si fonde con quello digitale. Questo è un aspetto su cui Lucca può e deve migliorare molto». E qualcosa in passato è stato anche fatto dall’amministrazione. Nel novembre scorso venne presentata l’applicazione per cellulari “Last minute sotto casa”, un sistema per acquistare, direttamente dal divano o dall’ufficio, i prodotti rimasti nelle attività alimentari a fine giornata. «Poteva essere un primo passo verso un futuro diverso per il commercio della città, ma la risposta è stata unilaterale, vale a dire che è arrivata soltanto dai cittadini. Poche attività hanno aderito al progetto». C’è un patrimonio da salvare, e non sono i turisti. Almeno non sono solo loro. «Dobbiamo riportare i lucchesi a comprare a Lucca, promuovere la nostra filiera e i nostri prodotti. Ma serve la massima collaborazione, tutti – conclude Mercanti – dobbiamo remare nella solita direzione, altrimenti sarà sempre peggio». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
