Sicurezza
Il popolo di Sfera Ebbasta tra Renzi e Celentano
In piazza Napoleone il concerto del cantante milanese adorato dai giovani. «Lui ce l’ha fatta, è un idolo. Cos’è la musica trap? Il rap di ultima generazione»
LUCCA. Adriano Celentano, Matteo Renzi e la musica trap. L’ultima tendenza che guida il mondo dei giovanissimi. Qualcosa di diverso dal rap tradizionale, da quei testi in rima che spesso parlano di vite difficili e storie drammatiche, il più delle volte sbocciate sull’asfalto di periferie malfamate. La Trap è altro.
Ci sono le rime, ma cambia tutto il resto. Melodia quasi ipnotica, testi che parlano di serate in discoteca, cocktail, vizi vari e belle ragazze.
Domenica 1° luglio il re, o “Il King”, come preferiscono definirlo gli amanti del genere, della trap è arrivato a Lucca. Sfera Ebbasta, all’anagrafe Gionata Boschetti. Classe 1992, di Milano. Idolo degli adolescenti, e bnon solo. Ieri in migliaia hanno invaso la città per seguire il concerto di “Sfera”. Ma cosa c’entrano Celentano e Renzi? Il primo viene tirato in causa da un gruppo di fan di Pontedera e dintorni, al quale viene chiesto di spiegare a un “non più giovanissimo” il significato della Trap. In via San Girolamo i marciapiedi sputano un caldo asfissiante.
Una bottiglia d’acqua gelata passa di mano in mano tra i ragazzi, mentre tentano di trovare le parole giuste.
«La Trap ha una storia, è nata in America negli ambienti della malavita. È un rap più melodico». Ok, ma se uno non conoscesse neppure il rap? «Facciamo così – taglia corto uno dei giovani della Valdera in fila per le rime di “Sfera” – diciamo che il rap è un Celentano che canta più veloce, e la trap un’ulteriore evoluzione». Semplicemente geniale. Il viaggio nel serpentone di zaini, occhiali da sole stravaganti e cellulari tra le mani prosegue. Alla ricerca del motivo per cui Gionata Boschetti nel giro di pochi mesi si è preso il web, le tv le radio e tre dischi di platino.
«Perché è bello», dicono in coro Giulia, Eva, Rebecca e Martina, fazione femminile di uno squadrone partito da Capezzano e arrivato in città nel primissimo pomeriggio. Ma la parte maschile ha un’altra opinione.
«Piace perché rappresenta la rivincita, il riscatto, quello che ce l’ha fatta partendo dal nulla», raccontano Lorenzo, Alessio, Emanuele e Alessandro, che indossano delle bandane che il cantante ha regalato loro durante un concerto al Faruk, locale di Marina di Pietrasanta in cui Sfera Ebbasta si è esibito nel luglio dello scorso anno. All’appello manca ancora Matteo Renzi.
Il nome dell’ex presidente del consiglio viene fuori da Edoardo Borelli e Lorenzo Tonazzini. 19 anni, di Carrara, sono tra i meno esaltati nella lunga lingua di persone che aspetta l’apertura di piazza Napoleone. «Siamo arrivati da poco, aspettiamo il nostro turno, tanto sicuramente faranno entrare tutti, abbiamo il biglietto», spiegano con una serenità spiazzante.
Quasi con distacco. E allora la domanda viene spontanea. Cosa vi ha spinto a venire a Lucca per sentire Sfera Ebbasta? Siete suoi fan da molto? «Sinceramente ciò che ci ha spinto a venire è il bonus cultura del vecchio governo Renzi, che a dicembre scade e quindi vogliamo sfruttarlo al massimo». Viva la sincerità. Al quadrato, perché Edoardo e Lorenzo, senza bonus Renzi, probabilmente sarebbero rimasti a godersi la domenica sul litorale apuano: «Se non avessimo avuto i biglietti gratis probabilmente non saremmo venuti, anche se il costo (23 euro, ndr) è abbastanza accessibile. Di sicuro Renzi ci ha fatto un bel regalo».
Celentano, Renzi e Sfera Ebbasta, uniti dalla fantasia e dalla schiettezza dei giovani. Mentre la Trap avanza. Insieme al suo “King”.
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