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caos scuola 

Prime lettere di depennamento ai docenti “fuori graduatoria”

Federica Scintu
Prime lettere di depennamento ai docenti “fuori graduatoria”

A inviarle è l’Ufficio scolastico territoriale nel momento in cui il Tar si esprime in maniera avversa al ricorso del docente. L’11 luglio attese altre sentenze 

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LUCCA

Sono giorni caldissimi per i 633 insegnanti inseriti con riserva nelle Gae di Lucca per la scuola dell’infanzia e la scuola primaria ma anche per i 22 docenti immessi in ruolo, con clausola risolutiva, nella scuola dell’infanzia e i 31 immessi in ruolo, sempre con riserva, nella scuola primaria.

C’è parecchio fermento infatti non solo per i contenuti dell’atteso decreto di urgenza del Miur che dovrà dettare la linea politica su quello che potrebbe essere uno dei licenziamenti di massa più grandi della storia italiana ma anche per i pronunciamenti del Tar o dei giudici del lavoro sui singoli ricorsi (l’11 luglio è atteso un altro pronunciamento su molti ricorsi) presentati dai docenti inseriti nelle graduatorie a esaurimento avendo come titolo di studio il diploma di maturità. Titolo che, come ha stabilito la plenaria del Consiglio di Stato lo scorso novembre non è sufficiente a garantire la permanenza nella graduatoria a esaurimento e in prima fascia e quindi a ottenere l’immissione in ruolo. Intanto da circa un mese l’ufficio scolastico territoriale ha cominciato a inviare le lettere di depennamento - per il momento sono 5 in provincia di Lucca - per comunicare a chi ha ricevuto una sentenza avversa alla permanenza nelle Gae che il proprio nome è stato cancellato dalla graduatoria di prima fascia mentre viene mantenuto l’inserimento in seconda fascia. Stessa sorte potrebbe toccare a tanti altri insegnanti della Lucchesia dopo le sentenze “di massa” attese per l’11 luglio. «Non c’è una tempistica uguale per tutti - spiega Antonio Mercuri della Flc Cgil Lucca e Massa Carrara - dipende dalle calendarizzazioni. L’11 luglio dovrebbero esserci diversi pronunciamenti che riguardano insegnanti che lavorano nella provincia di Lucca». In caso di sentenza che decreti la “retrocessione”, stando a quanto spiega Mercuri, «per l’insegnante è meglio che arrivi ora piuttosto che a ottobre almeno ci sono buone possibilità che possa ricevere un incarico di supplenza annuale passando dalla seconda fascia piuttosto che subire gli effetti di una revoca dell’incarico ad anno scolastico in corso». Nelle graduatorie a esaurimento della Provincia di Lucca infatti, una buona parte degli insegnanti ha come titolo di studio il diploma quindi, in caso di “retrocessione” è probabile che gli effetti di questa disposizione siano un minimo attutiti nel senso che la maggior parte di loro lavorerà ma di certo perderà, oltre a diverse tutele, soprattutto la possibilità dell’immissione in ruolo. Col risultato di una scuola che diventa sempre più precaria. Qualche chiarimento comunque potrebbe arrivare anche in seguito all’interrogazione parlamentare presentata il 25 giugno dal senatore Massimo Mallegni (Forza Italia) e rivolta al ministero dell’istruzione con la quale si chiede di sapere quanti insegnanti siano stati inseriti nella graduatorie a esaurimento della scuola dell’infanzia e della primaria e quanti siano stati immessi in ruolo dal 2006 (anno per anno e distinti per nazionalità) in virtù del possesso di un titolo di studio considerato equipollente al diploma di maturità magistrale ante 2001/2002 conseguito in un altro Paese dell’Unione europea. «Questa interrogazione permetterà di fare chiarezza - dicono Luchino Galli e Maria Cabri, portavoce dei docenti che rischiano di retrocedere - su un aspetto poco esplorato ma molto importante, per i suoi riflessi giuridici, e costituisce una notizia positiva e motivo di speranza per tanti cittadini italiani, insegnanti e loro familiari, in preoccupata attesa per il loro futuro». —

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