Il Tirreno

Lucca

IL PERSONAGGIO 

Il commercialista rapito dalla fotografia che ha portato Lucca in cima al mondo

FLAVIA PICCINNI
Il commercialista rapito dalla fotografia che ha portato Lucca in cima al mondo

VITE LUCCHESIFLAVIA PICCINNIEra il 2001. Una mostra veniva allestita alle spalle del Duomo. Erano fotografie che ritraevano la Certosa di Farneta. A firmarle era un certo Enrico Stefanelli,...

3 MINUTI DI LETTURA





VITE LUCCHESI

FLAVIA PICCINNI

Era il 2001. Una mostra veniva allestita alle spalle del Duomo. Erano fotografie che ritraevano la Certosa di Farneta. A firmarle era un certo Enrico Stefanelli, commercialista con alle spalle studi di ragioneria. Un uomo dagli occhi chiari, appassionato di fotografia, che per Maria Pacini Fazzi, insieme a Giulio Paolicchi, aveva appena pubblicato un libro proprio sulla Certosa. L’esposizione non entra negli annali, ma si rivela un germoglio.

Perché Stefanelli, dopo un viaggio ad Arles – dove ritornerà come curatore la settimana prossima in occasione del prestigioso Les Rencontres de la Photographie per la mostra di Paolo Verzone Cadetti - pensa che quella cosa lì, quella sua passione, potrebbe diventare contagiosa: potrebbe diventare un festival nella sua città.

«Già all’inizio – mi racconta - sapevo che avrei dovuto fare molta fatica. Perché una cosa venga accettata a Lucca ci possono volere anni. Guarda il Summer Festival! I circoli qui sono molto chiusi. Photolux all’inizio, ma anche dopo, è sempre stato preso come un’iniziativa sottogamba. Le istituzioni stesse, me l’hanno dichiarato, non si aspettavano che avrebbe avuto tanto risalto e successo. Eppure se oggi vai in città e chiedi cosa sia molti non lo sanno. Questo perché da alcuni la fotografia non viene ancora percepita come arte, da altri è vista invece come un linguaggio inaccessibile».

Nonostante questo, negli ultimi anni il Festival è cresciuto moltissimo, diventando un punto di riferimento internazionale. «Ci chiamano – prosegue Stefanelli, con una simpatica e malcelata modestia - da tutto il mondo. Ma come tutte le cose che crescono, anche il Photolux ha bisogno di sostegno. Non solo dal punto di vista economico. È necessario alleggerire gli aspetti burocratici». Stefanelli si accalora. Gli chiedo di farmi un esempio. «Per portare le fotografie dentro i locali in centro servono mezzi che hanno bisogno di permessi, poi c’è l’autorizzazione per passare in certe strade, e poi i cartelli: la segnaletica in città è spesso incomprensibile per il turista, ma sbagliare a chiedere un’autorizzazione, o credere di averne domandata una corretta per poi essere smentiti in corso d’opera, diventano problemi gravi».

Mi racconta di una multa presa e non compresa (“720 euro per un cartello”), dell’app che ha creato per chi viene al festival («almeno evitano di perdersi»), degli spot alla città («sono tutti ambientati a Lucca»), mi dice anche dei festival che a Cortona e a Monopoli fanno vibrare le comunità. Eppure, non sarebbe bellissimo che il centro storico venisse popolato da gigantografie che raccontano l’arte in cui noi italiani sappiamo essere fra i migliori? Gli domando perché non si pensa a qualcosa del genere, tipo un #occupyLucca innocente e artistico.

Lui non risponde, però sorride. In fondo, Stefanelli è un uomo pratico e poco incline alle polemiche. Uno che sintetizza con poche parole la sua vita («sono nato a Lucca, alle Barbantine. Dopo una vita a San Marco, adesso abito a San Concordi»), e altrettante ne dedica alla scoperta della sua passione («ho iniziato nel 1992 apprendendo la tecnica, poi un workshop a Spilimbergo con Erich Hartmann, uno dei presidenti della Magnum»). Con non poca ironia, sublima il suo lavoro fra i numeri: «lo faccio ancora, per vivere e per finanziare il festival». Mi dice, soprattutto, di quello che è oggi per lui uno scatto. «Ho bisogno – mormora - della fotografia. All’inizio era una valvola di sfogo, l’esigenza di scappare dalla freddezza e dalla schematicità dei numeri per andare in un mondo creativo che ti lascia essere come vuoi. All’inizio amavo gli scatti poco leggibili, quelli concettuali e più difficili da comprendere, adesso li amo tutti».

Si ferma, e sospira: “Oggi il compito di Photolux è quello di avvicinare più persone possibili alla fotografia d’autore e far capire che esiste una fotografia che si nutre di competenza e di professionalità». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web