Italia
Boom di assunti nel 1º trimestre 2018 ma sono tutti contratti a termine
I dati dell’osservatorio regionale confermano la ripresina L’allarme dei sindacati: «Il posto fisso è calato del 40%»
LUCCA
Nel primo trimestre 2018 si conferma la ripresa nel mondo del lavoro della provincia: 20.298 avviamenti (è il dato più alto dell’ultimo quinquennio), ma i tempi indeterminati sono solo 1.734, ovvero l’8,5% del totale. E i sindacati lanciano l’allarme: «Dal 2007 a oggi i posti fissi sono diminuiti del 40%».
L’osservatorio regionale del mercato occupazionale ha reso noti i dati provenienti dai Centri per l’impiego del territorio. La rilevazione conferma il trend in crescita con cui si era chiuso il 2017: la soglia dei 20mila avviamenti non veniva superata da diverso tempo nel primo trimestre dell’anno. Nel 2017, ad esempio, gli avviamenti del trimestre erano stati 16.942. La crescita è diffusa su tutto il territorio ma è opportuno notare come la Versilia abbia praticamente raggiunto il capoluogo (9,639 assunzioni a Lucca, 9.303 a Viareggio).
Se la “ripresina” sembra fare capolino, le statistiche relative alle tipologie di assunzione frenano gli entusiasmi e proiettano ombre scure: dei 20.298 assunti nel trimestre, solo 1.776 (pari all’8,5%) hanno avuto un contratto a tempo indeterminato. I restanti 18.552 lavoratori possono definirsi “precari”: il 52% è assunto con contratti a tempo determinato, il 14% ha trovato un posto grazie alle agenzie per il lavoro in somministrazione e il 10% è occupato con contratti intermittenti, nome già di per sé esplicativo.
I dati sul numero complessivo dei disoccupati nel mese di marzo in provincia di Lucca confermano che la situazione sta migliorando ma non così tanto come farebbe credere il boom di avviamenti. Sono 52.827 le persone iscritte nelle liste di disponibilità al lavoro dei Centri per l’impiego (41mila italiani, 11mila stranieri). Nel marzo del 2017 erano leggermente meno: 51.161. Le cessazioni registrate nel primo trimestre del 2018, invece, sono 3.459, mentre nel 2017 furono 4.736. E questo è positivo.
A pensare male si fa peccato ma spesso ci si indovina. Per questo non è del tutto sbagliato dire che il numero degli avviamenti è aumentato perché i nuovi contratti sono a termine e la stessa persona ha più assunzioni nel corso dell’anno. Un quadro preoccupante confermato anche dall’analisi del segretario generale della Cgil provinciale Rossano Rossi: «C’è una piccola ripresa che teoricamente sta andando a colmare le 12mila unità lavorative perse in provincia dal 2007, ovvero da quando è iniziata la crisi economica. In termini numerici si sta andando a coprire quella “falla” ma i nuovi posti di lavoro sono molto diversi. Ce lo dicono due cose: le ore lavorate complessivamente sono di gran lunga inferiori a quelle del periodo pre-crisi. Questo perché molti lavori sono part-time o a ore. In secondo luogo i nuovi posti sono tutti precari, ovvero nascono già con una data di “scadenza”. Dalle elaborazioni che abbiamo fatto sui dati dell’osservatorio emerge che in questo decennio il numero dei posti a tempo indeterminato è diminuito del 40%. In molti casi le occupazioni precarie sono mal pagate, 4-5 euro l’ora, e a volte nascondono forme di sfruttamento illegale: io ti pago tre ore, ma tu ne lavori cinque o sei».
«Insomma – prosegue Rossi – manca il lavoro tutelato e dignitoso, quello che permettedi avere una prospettiva di vita. È un fenomeno nazionale ma che a Lucca fa sentire molto i suoi effetti, forse anche a causa della nuova vocazione turistica, dove il precariato è assai diffuso. Uno studio sulla povertà dimostra che il nostro territorio è quello in cui la forbice tra ricchi e poveri si è allargata maggiormente». —
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