Italia
Martinelli Luce, storia di un’azienda e del suo patron Elio, genio del design
Una mostra nell’atelier in via Santa Lucia ripercorre il cammino, nell’occasione dei 50 anni della celebre lampada Cobra
LUCCA
Ci sono il tavolo su cui lavorava, i disegni da studente di scenografia teatrale, i figurini tracciati sul retro delle riviste di moda della madre, i quadri pieni di colore, la bicicletta con il sellino alla rovescia, oltre a sedie e altri mobili da lui progettati. E naturalmente le lampade, sue e degli artisti con cui volle collaborare.
Tutto l'estro di Elio Martinelli, tra i più importanti designer del nostro Paese e fondatore dell'azienda Martinelli Luce, è in mostra per la prima volta nella sua città. L'occasione è arrivata con il cinquantesimo compleanno di Cobra, una delle numerose lampade disegnate da Elio, scomparso nel 2004 a 82 anni e grande innovatore nel mondo del design internazionale. Non solo progettò oggetti – non solo luci - tuttora modernissimi nelle forme e nella concezione, ma dette ampio spazio a creativi a lui contemporanei: tra questi Gae Aulenti, l'archistar scomparsa nel 2012 e autrice di Pipistrello, lampada iconica di Martinelli Luce e del design mondiale dalle linee vagamente Art Noveau. A continuare l'opera e la filosofia di Elio è stata la figlia Emiliana, architetto e designer, affiancata da suo figlio Marco Ghilarducci. Oggi guidano insieme l'azienda e insieme hanno voluto rendere omaggio alla creatività del padre e del nonno allestendo la mostra monografica nel loro showroom di via Santa Lucia, in centro storico a Lucca, dopo l'anteprima di una settimana alla Triennale di Milano nell'aprile scorso. Inaugurata il 29 giugno alla presenza, tra gli altri, del sindaco Alessandro Tambellini, resterà aperta a ingresso libero fino al 29 luglio dal lunedì al sabato dalle 16 alle 20, il sabato anche dalle 10 alle 13.
Nell'anno del cinquantesimo, l'omaggio non poteva che partire da Cobra, protagonista assoluta della prima stanza, mentre nelle successive viene riproposto passo dopo passo il percorso creativo di Martinelli che, dopo il diploma in scenografia, dovette prendere in mano la bottega di impianti elettrici del padre, venuto a mancare. Nello scantinato sotto il negozio, in piazza Bernardini, cominciò a progettare luci e altri oggetti di interior design, cercando di reperire il materiale dove era possibile, dati gli anni duri del dopoguerra.
La Martinelli Luce nacque così. L'estro di Elio, insieme al suo coraggio e alla sua lungimiranza, hanno fatto il resto. Negli anni Sessanta l'azienda cominciò a imporsi nel panorama creativo e industriale italiano; negli anni Novanta e oltre, acquisito ormai un consolidato ruolo nel panorama delle industrie produttrici di luci, si lanciò anche nell'illuminazione di grandi spazi commerciali e verso il mercato estero. Una progressiva evoluzione, quella di Elio, pur nella totale continuità con un pensiero progettuale, riassumibile in tre concetti: semplicità, armonia e innovazione.
«Mio padre – dice Emiliana che ha fatto suo quel pensiero progettuale - seppe interpretare i cambiamenti intervenuti nel mondo del design, nelle scelte del pubblico e nella tipologia dei materiali sempre in modo originale e non subalterno alle mode del momento». Una sezione della mostra è poi dedicata alle collaborazioni con gli altri designer che hanno accompagnato la storia di Elio e della Martinelli Luce. Come il padre intuì la potenzialità e la genialità delle opere di Gae Aulenti e di altri designer del suo tempo inserendole in produzione, così Emiliana ha sempre dato fiducia e spazio a giovani creativi. Senza sbagliare, proprio come Elio: in questi ultimi anni molti loro progetti, infatti, hanno ricevuto premi e menzioni nei più importanti concorsi internazionali di design.
A ricordare Martinelli sarà anche un libro curato dalla figlia, che uscirà prima di fine estate nelle edizioni Electa. —
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