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Lucca

Kme, il governatore incalza: «Subito un progetto scritto»

Barbara Antoni
Kme, il governatore incalza: «Subito un progetto scritto»

Rossi: «I certificati bianchi del Gse sono l’alternativa al pirogassificatore». E si impegna con i cittadini

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LUCCA

Serve subito un progetto industriale per Kme, un progetto scritto dall’azienda. È questo il primo passo sul quale la Regione potrà costruire un percorso per intervenire a sostegno dei lavoratori oggi in cassa integrazione, ma anche per attivare gli strumenti necessari a valutare il piano nell’interesse di tutti gli attori in campo, in via prioritaria la comunità e il territorio. L’esortazione arriva dal governatore Enrico Rossi, impegnato in prima persona a fare chiarezza sulla vicenda. «A noi - ricostruisce - l’azienda ha prospettato l’idea di fare del sito di Barga il cuore della produzione europea di rame. Una cosa importantissima: affrontare questo problema è un atto di politica industriale».

La vicenda, è noto, è molto delicata. Da una parte c’è l’azienda, che per rilanciare la produzione di rame dovrà fare i conti con l’approvvigionamento di energia: un’opzione è la costruzione a questo scopo nell’area industriale di un pirogassificatore che impieghi il pulper, lo scarto delle cartiere della Piana. Ci sono i lavoratori, 95 dei quali oggi in cassa integrazione; e ci sono cittadini e comitati ambientalisti che contro il pirogassificatore hanno fin da subito avviato una protesta forte e decisa.

«All’azienda - spiega Rossi - chiediamo che si passi da una generica prospettazione di un progetto alla sua presentazione. Abbiamo bisogno di questo piano, lo faccio presente anche ai sindacati, visto che martedì 3 luglio andremo al Mise (ministero del Lavoro e Sviluppo economico, ndr) per chiedere di prolungare la protezione sociale dei lavoratori, che scade a settembre: parlare con un progetto scritto sarà più efficace che riportare solo parole».

Oltretutto, con un piano nero su bianco, sottolinea sempre Rossi, «potremo capire in che modo, visto che come Regione Toscana abbiamo a disposizione fondi per supportare progetti industriali, poter sostenere anche il progetto di Barga. Nel piano l’azienda dovrà indicare gli investimenti che intende fare per la produzione e come intende ridurre i costi per l’energia». Rossi invita Kme a considerare la possibilità offerta dai “certificati bianchi” «istituiti dall’ex ministro Calenda - dice Rossi -e già utilizzati in Toscana da aziende come le acciaierie di Piombino e la Solvay di Rosignano per risparmiare sull’energia. Possiamo anche noi attivarci e fare la nostra parte per i certificati bianchi».

Questo è il sostegno che la Regione mette a disposizione per il progetto di Kme. «Nella delibera che abbiamo votato - puntualizza Rossi - quando parliamo di sostegno non ci riferiamo alla costruzione dell’inceneritore ma su investimenti per forni, tecnologie, per promuovere la richiesta di certificati bianchi al Gse (gestore servizi elettrici, ndr)».

E nel caso in cui il progetto scritto di Kme contemplasse davvero la costruzione del pirogassificatore, Rossi sottolinea che «in primo luogo dovrebbe essere giudicato a livello nazionale, dopodiché dovrebbe passare alla valutazione di impatto ambientale della Regione, che è rigorosissima. Sul progetto sarebbero poi gli uffici regionali preposti a dire si o no, ma nel rispetto della legge. Nei confronti dei cittadini però mi sento di prendere un impegno politico: il bilancio ambientale di Kme alla fine della partita dovrà essere notevolmente migliore rispetto alla situazione attuale».

Rossi non nasconde perplessità su un aspetto in particolare: «Insistere sul pulper ci fa venire un sospetto: si vuol realizzare un progetto importante per Barga e l’Italia o si ha interesse a mettere l’azienda su un binario morto e intanto aprire un termovalorizzatore? Su questo saremo molto vigili». —



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