Il Tirreno

Lucca

DAL GIUDICE DELL’UDIENZA PRELIMINARE 

Falso in atto pubblico, assolto un avvocato

di Luca Tronchetti

Era accusato di aver inserito una frase all’interno di un documento per favorire l’assunzione di settantasette docenti

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LUCCA

Assolto per non aver commesso il fatto. L’avvocato civilista di Fornaci di Barga per il gup Antonia Aracri non ha commesso il reato di falso materiale in atto pubblico di cui era accusato dalla procura. Stando all’accusa il legale attraverso la manomissione dell’ordinanza con l’aggiunta di un passaggio significativo avrebbe falsificato la decisione del Consiglio di Stato in favore dei suoi clienti-insegnanti e l’avrebbe notificata con posta elettronica all’ufficio scolastico provinciale. Con l’aggiunta della frase incriminata «con piena possibilità di assunzione a tempo determinato e indeterminato» per gli inquirenti avrebbe permesso ai propri assistiti di essere immessi in ruolo per l’anno scolastico 2016-17 a discapito degli aventi diritto. In quel modo, stando all’accusa, ne beneficiarono non solo le insegnanti che il civilista tutelava, ma anche altre per un totale di 77 contratti a tempo indeterminato e determinato conferiti dall’ufficio scolastico territoriale il 14 settembre 2016 per cattedre di scuola media inferiore e superiore in tutta Italia: da Lucca a Pistoia, da Siena ad Arezzo, da Matera a Bari.



Per il giudice delle indagini preliminari se l’illecito è stato compiuto non è di natura penale. Perché l’atto su cui sarebbe stata effettuata la manomissione non era un documento originale con tanto di timbro, firma in calce e comprensivo di elementi tali da attestare l’autenticità. Quindi sarebbe privo di rilevanza ed effetti penali. Questo non significa che - sul piano amministrativo - questa manomissione su una copia dell’ordinanza con l’aggiunta del passaggio significativo in grado di cambiare le carte in tavola non possa essere riscontrata e aver conseguenze. Alcune insegnanti, ritenendosi danneggiate, si erano costituite parte civile.



L’11 ottobre 2016 l’ufficio provinciale scolastico, attraverso una lettera inviata al provveditore Donatella Buonriposi, apprese per vie informali notizie di presunte anomalie nel decreto provvedendo ad effettuare le verifiche del caso. Lì salto fuori la falsificazione del dispositivo finale mediante l’interpolazione della frase che alterava il testo in cui si leggeva «al comma 95, dei soggetti indicati a pieno titolo nelle pertinenti graduatorie, requisito che le parti appellanti non paiono possedere». La frase invece era diventata l’esatto contrario con la dicitura falsa: «con piena possibilità di assunzione, di incarichi di lavoro a tempo determinato e indeterminato».

A presentare denuncia alla procura della Repubblica fu la Cgil scuola di Lucca e Massa Carrara che chiese la revoca delle nomine vista la palese interpolazione del dispositivo dell’ordinanza per tutelare le insegnanti iscritte a quel sindacato. Ma soprattutto per impedire che si compisse un illecito in grado di danneggiare chi aveva i requisiti.

La situazione attuale? Tale e quale a quella di due anni orsono. La richiesta di revoca di quelle nomine ad oggi non ha ottenuto risposta da parte del Provveditorato e del ministero della Scuola. —

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