Attenzione
«Lucca, modello autorevole e vincente» La riscossa del sindaco Tambellini
Niente cambi in giunta e nel 2021 l’amministrazione acquisterà l’ex scalo merci per farne il terminal del trasporto pubblico
LUCCA
È passato un anno, ma pare un secolo. Alle 00,43 del 26 giugno 2017, con 361 voti di scarto rispetto al suo sfidante al ballottaggio Remo Santini, il sindaco uscente dem Alessandro Tambellini guadagnava la riconferma. Un anno fa, l’Italia aveva il governo Gentiloni e Lucca, con la sua storia politica “bianca”, era uno dei capoluoghi toscani a trazione di centrosinistra. Oggi l’Italia ha un governo gialloverde e Lucca, in uno scenario toscano rivoluzionato, con Pisa e Massa passate al centrodestra, si staglia a “roccaforte rossa”.
Parte da questa considerazione il confronto del Tirreno col sindaco Tambellini, a un anno dall’inizio del suo mandato bis. «A Lucca - dice - siamo stati capaci di fare un’alleanza ampia fra il mondo democratico e il civismo, con una lista che ha avuto molte risposte, e abbiamo costruito un dialogo con la sinistra di governo. Una strategia vincente, anche grazie ad altre liste più vicine ai temi ambientali: ci ha fatti affermare anche in un periodo in cui già si avvertivano venti oggi molto forti. Un anno fa Lucca rimaneva al centrosinistra, ma Pistoia e Carrara migravano a destra. Da noi la campagna elettorale è stata rabbiosa, lontana da ciò che voglio rappresentare. Lucca oggi rivendica autonomia di giudizio».
Come si rapporterà ai neo sindaci di centrodestra dei capoluoghi toscani?
«Nel pieno rispetto e riconoscimento dei sindaci, devo ricordare a chi è stato eletto che governare significa compiere scelte responsabili nei settori della vita pubblica».
Il nuovo scenario politico nazionale potrebbe segnare una battuta d’arresto per gli assi viari?
«Il sistema lucchese delle infrastrutture chiede soluzioni da vent’anni: abbiamo perfino abbattuto i piloni del progetto Salt 2 per fare gli assi, necessari non solo per togliere dalla circonvallazione i 2.200 tir che la percorrono ogni giorno. Sono necessari per le aziende, perché sono l’inizio di una nuova viabilità che rispetta il lavoro ed è parte di un sistema che collega variante di valico col porto di Livorno. Se il governo non fosse disponibile verso questo progetto sarà un mattone sulla nostra comunità. Il governo attuale manca di un progetto da qui a vent’anni; tutti pensano solo al proprio orticello. La progettazione degli assi è molto avanzata: spero che l’Anas la porti a compimento».
E il ponte sul Serchio?
«In prospettiva del 2022, il mio obiettivo è concludere il mandato lasciando il ponte a buon punto di costruzione. Offro alla Provincia tutta la mia collaborazione».
Sulla sicurezza: quali le vostre priorità?
«Chi delinque dev’essere punito, di qualunque origine o etnia sia. Attendo dal ministro provvedimenti in grado di prevedere che chi è colto in flagranza di reato vada in galera. Ora non sempre è possibile. Noi installeremo nuove telecamere, con soldi nostri».
Come si è trovato con la sua giunta? Potrebbe cambiare qualcosa?
«Non cambierò niente. Su quello che riusciremo a fare, faccio notare che le entrate del Comune sono drasticamente ridotte, che il personale è più che dimezzato. Ma ci diamo da fare: ad esempio nel 2021 siamo impegnati a comprare lo scalo merci, servono due milioni. Diventerà il nuovo terminal del trasporto pubblico».
Rapporti col Summer Festival sempre tesi. Perché?
«Usare una città per un evento significa creare disagi ma anche entrare in un contesto. Se ci sono regole, tutto è meglio armonizzato».
Chiudiamo tornando alla politica, alle nuove geografie e al ruolo di Lucca. Ha ricevuto una telefonata dai vertici del suo partito?
«La politica che preferisco è a servizio della comunità. Se si ritiene che la mia testimonianza possa essere un contributo per ricostruire interesse e passione verso la politica, sono a disposizione. Se Lucca può essere d’esempio, bene, altrimenti ho 400 pioppi da potare». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
