Il Tirreno

Lucca

Kme: c’è il piano di rilancio ma resta il nodo solidarietà

di Samuele Bartolini
Kme: c’è il piano di rilancio ma resta il nodo solidarietà

Dall’incontro al ministero dello Sviluppo economico pochi spiragli per avere un’ulteriore proroga degli ammortizzatori sociali. Nuovo incontro il 5 luglio

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BARGA. «Ecco il piano di rilancio industriale, ma fateci allungare gli ammortizzatori sociali». La Kme di Fornaci di Barga il piano di rilancio ce l’ha. Ma per gli ammortizzatori sociali ha il fiato corto. Ai 76 lavoratori la solidarietà scade a settembre, dopo c’è solo il licenziamento, e l’azienda ha bisogno di più tempo per riassorbirli: quei 18-24 mesi del piano di rilancio. È quanto ha chiesto ieri Kme (rappresentata dal direttore del settore produzione Vincenzo Aurelitano e dalla rappresentante delle relazioni sidaclai Donatella Raffaghello) al ministero dello Sviluppo economico. Un incontro interlocutorio dove i funzionari del Mise hanno fatto presente che a legislazione invariata non sono previsti ulteriori ammortizzatori sociali.

Troppi i piani di rilancio presentati negli anni scorsi da Kme. E la legge non permette di andare avanti all’infinito. Il tempo è scaduto. Tuttavia è stato fissato un nuovo appuntamento il 5 luglio, sempre al Mise, per capire quali soluzioni possono essere trovate in tempi rapidi. Il piano di rilancio Kme è noto. Consiste nell’aumento dei volumi produttivi dello stabilimento, da 55mila a 80-85mila tonnellate l’anno; auto-produzione di energia elettrica destinata totalmente all’autoconsumo; recupero e possibile potenziamento dell’occupazione; creazione di un polo sull’economia circolare. E la chiave di volta di tutto il progetto è la costruzione del pirogassificatore da 12mila kwatt per mandare avanti l’attività industriale dei forni elettrici. Oltre alle 100mila tonnellate l’anno di materiali di scarto provenienti dalle cartiere lucchesi che alimenterebbero il pirogassificatore. L’investimento complessivo ammonta a 70 milioni di euro. I tempi di attuazione: 18-24 mesi. Il periodo sufficiente per riassorbire i 76 lavoratori e i 140 complessivi tra Fornaci, Serravalle Scrivia e Firenze.

«Noi crediamo che di fronte a una prospettiva industriale, di investimenti e di totale recupero occupazionale, considerando che questo aprirebbe anche prospettive positive per tutto l’indotto, una soluzione vada trovata, andando a capire fino in fondo le leggi in materia, ben sapendo che il tema degli ammortizzatori sociali è un tema urgente che chiama in causa il governo», dicono Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom Gruppo Kme, e Mirco Rota, coordinatore nazionale siderurgia Fiom nazionale.

«Bisogna trovare continuità con gli ammortizzatori sociali, così da garantire i lavoratori per tutta la fase di realizzazione del progetto di rilancio dello stabilimento Kme a Fornaci di Barga e che ci è stato presentato nelle sue linee guida – fa eco il coordinatore nazionale di Uilm Siderurgia Guglielmo Gambardella – non entriamo nel merito delle questioni ambientali rispetto all'ipotesi del pirogassificatore perché questo sarà compito degli organi preposti a rilasciare tutte le autorizzazioni del caso. Certo resteremo vigili, per il bene dei lavoratori e dei cittadini, rispetto ai quali chiediamo le massime garanzie a tutela della loro salute».

Altro capitolo: la presentazione del piano industriale alla Regione. L’azienda ha tempo fino all’11 agosto.

Mentre sta nascendo un “fronte dei sindaci” contro la realizzazione del pirogassificatore. Dopo il primo cittadino di Barga Marco Bonini, ora si mette di traverso anche il sindaco di Gallicano David Saisi.

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