Il Tirreno

Lucca

D’Alessandro attacca Raspini risponde

di Gianni Parrini
D’Alessandro attacca Raspini risponde

Il patron del festival irritato per i paletti della burocrazia L’assessore replica: nessuno è al di sopra della legge  

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LUCCA. Al Summer Festival lo spettacolo non è solo sul palco. Nella elegante sala degli Specchi di palazzo Orsetti ieri mattina si è tenuta una conferenza stampa decisamente “rock” con volumi piuttosto elevati. L’incontro con i media era convocato per illustrare la logistica del concerto di Roger Waters in programma l’11 luglio: modifiche alla viabilità, aree destinate a parcheggio, treni, ecc. In realtà è successo ben altro: un tonitruante Mimmo D’Alessandro ha attaccato l’amministrazione comunale asserendo, tra le altre cose, che «non ci sono le condizioni per lavorare in sicurezza». Una dichiarazione che non può passare inosservata. Il patron del Summer, più volte sul punto di alzarsi e andarsene, ha duellato dialetticamente – per usare un eufemismo – con l’assessore Francesco Raspini che sedeva al suo fianco. Molteplici i motivi del “litigio” avvenuto sotto gli occhi di giornalisti interdetti e con lo smartphone in mano per riprendere l’irrituale siparietto, in cui sono volate anche espressioni poco carine: «Sei un ragazzino» ha detto uno; «Sei uno scorretto» ha ribattuto l’altro, fino al «Tu non mi fai paura» pronunciato dal patron.

Tutto è partito dall’orario di chiusura del viale Europa il 10 luglio, giorno precedente il concerto: lo stop ai veicoli avverrà alle 18 e non alle 14 come invece richiedeva D’Alessandro. «Sul tema sicurezza si impostano intere campagne elettorali e poi tu (rivolto all’assessore Raspini, ndr) e gli altri non ci mettete in condizioni di lavorare bene e in sicurezza. Siamo ospiti e accettiamo, ma ci tengo a sottolineare che questa scelta ci crea grande disagio anche da questo punto di vista». Raspini replica spiegando che per la chiusura del viale ci si è comportati come lo scorso anno con i Rolling Stones, che portarono a Lucca molto più pubblico (56mila persone contro le 20-25mila attese stavolta, ndr). «È un giorno lavorativo – dice l’assessore – Chiudere alle 14 la principale via di accesso alla città creerebbe grandi disagi ai cittadini». Sembra una normale divergenza di opinioni, ma in realtà è l’inizio di uno scontro su più fronti che probabilmente cova da tempo sotto la cenere. L’altra cosa che risulta incomprensibile al patron è quella di impedire ai tir provenienti da viale Carducci di entrare direttamente sugli spalti dell’ex campo balilla, come avveniva lo scorso anno. Stavolta saranno costretti a fare il giro alla stazione per poi tornare indietro. «C’è un codice della strada da rispettare», gli fa notare il comandante Maurizio Prina. «È cambiato dallo scorso anno?», chiede D’Alessandro.

Ma siamo ancora alle avvisaglie: a far deflagrare l’incontro è la domanda di una giornalista sulle deroghe per il rumore. «Per il concerto di Waters – dice Raspini – gli uffici mi hanno detto che non è ancora arrivata la richiesta dall’organizzazione e faccio presente che sono richiesti 30 giorni di preavviso. Per il concerto di sabato, invece, (Queen of the stone age in piazza Napoleone, ndr) la richiesta è pervenuta agli uffici il 18 ottobre ma era incompleta. L’integrazione è arrivata venerdì. Il sindaco (non presente perché impegnato alla conferenza di Virtuoso & Belcanto, ndr) ha poi firmato un ulteriore atto per derogare fino a 95-100 decibel i limiti del rumore, assumendosene la responsabilità. Faccio presente che quello che l’amministrazione fa è volto a tutelare e garantire la continuità del Summer, una delle manifestazioni più belle che sono capitate a Lucca...». «Questo non posso accettarlo – interviene Mimmo – Mai come quest’anno il festival ha rischiato di saltare. Fino alle 14,30 di sabato, giorno del primo concerto, non abbiamo avuto l’autorizzazione per il rumore a 100 decibel. Non mi era mai successo in 20 anni: ho rischiato l’infarto. Venerdì sera ho chiamato al telefono sindaco, assessori e capo di gabinetto: nessuno si è degnato di rispondere. In compenso i vigili sono venuti per ben due giorni a identificarmi. Questo secondo voi significa offrire collaborazione? Basti dire che al concerto inaugurale non è venuto alcun esponente dell’amministrazione a fare un saluto di cortesia».

«I vigili fanno i controlli perché è il loro dovere quando arrivano delle segnalazioni – replica Raspini – Nessuno è al di sopra della legge. Venerdì, in tempi record, siamo riusciti a fare la deroga a 85 decibel, ottenendo l’ok dell’Asl, ma tu hai voluto un ulteriore step a 95-100 decibel. E faccio presente che per questo ultimo innalzamento non avevi prodotto alcuna richiesta». Alla fine interviene il capo di gabinetto Luca Galli, i toni si abbassano e si chiude con una stretta di mano tra i contendenti. Ma i dissidi rimangono.

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