Il Tirreno

Lucca

Crac Conte of Florence: imprenditore indagato

di Luca Tronchetti
Crac Conte of Florence: imprenditore indagato

Nei guai ex patron di Juve Stabia e Savoia che voleva comprare la Samp

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LUCCA. A volte ritornano. E usano spesso gli stessi metodi a distanza di anni e dopo un periodo di «letargia mediatica». Pare risolto il giallo della copia fotostatica falsa di un assegno emesso dalla Commerzbank di Berlino in data 30 maggio e dell’importo di 10 milioni che doveva servire come garanzia per assicurare le risorse finanziarie necessarie al buon esito del concordato preventivo della catena di articoli di abbigliamento e accessori «Conte of Florence». Società con un debito complessivo di 22 milioni e in odore di fallimento. Dietro a quella truffa sventata all’ultimo tuffo si celerebbe il sessantenne imprenditore sorrentino Antonino Pane. Era lui il vice presidente della «Global Smart Capital Corporation Limited», società con sede incorporata in Nevada e sede legale ad Hong Kong.

I FATTI

La «GSC» il 4 maggio 2018 acquista le azioni della «Conte of Florence Distribution spa» nominando un nuovo Cda che manifesta la disponibilità a supportare il concordato preventivo attraverso l’apporto di liquidità nelle forme e nella misura ritenuta necessaria dagli organi della procedura. D’altronde la «Global Smart Capital Corporation» risultava avere un capitale sociale di 3,3 milioni interamente sottoscritto e versato. Entro il 5 giugno è necessario predisporre il piano integrativo per salvare la storica ditta fiorentina sorta 66 anni fa. Il 31 maggio, davanti al giudice delegato Giacomo Lucente, avviene l’incontro tra le parti: i professionisti incaricati dalla Conte of Florence Distribution spa e il consulente del gruppo di investitori. Il piano prevede l’apporto di 10 milioni di euro. A garanzia dell’adempimento dell’obbligo di versamento viene esibita al giudice una copia fotostatica di un orders check (ordine di assegno) emesso dalla Commezbank, filiale di Berlino, il 30 maggio 2018 all’ordine del concordato preventivo Conte of Florence. Le firme ci sono tutte, ma viene avviata una verifica e l’amministratore delegato Carlo De Carolis, nominato dalla Conte of Florence, si reca alla filiale di Milano della tedesca Commerzbank. E lì emerge la verità: l’attestazione di supporto al titolo è falsa. La carta intestata vecchia di 4 anni e non c’è alcuna provvista.

DEUS EX MACHINA

Stando ai primi accertamenti dietro a questo colossale tentativo di truffa c’è Antonino Pane. Pallone e affari le sue grandi passioni. Inizia la sua attività con la finanziaria inglese «Calia Limited». Primo obiettivo, il Savoia: acquistato e non iscritto alla C nel 2001. Per il fallimento del club di Torre Annunziata, Pane venne condannato in primo grado a 6 anni. Poi è la volta della Juve Stabia: fallita perché non riesce a presentare la fideiussione per l'iscrizione al campionato. Non contento diventa presidente dell’Isernia (2008), ma anche lì finisce male. Prima (2004) aveva provato con il Napoli. «Ho 300 miliardi» aveva detto facendo arrivare una cambiale, parziale contropartita per l' acquisto del Savoia, e arrivata per altre vie a Soccavo. Infine l’ultima perla nel 2002 quando prova a impossessarsi della Sampdoria di Riccardo Garrone e finisce nella caserma di Sampierdarena dove viene interrogato dagli uomini della Tributaria che lo ritengono autore di una tentata truffa. Il sistema: lo stesso di sempre. Offrire pezzi di carta (garanzie bancarie taroccate) in cambio di soldi. Smascherato e nel 2008 condannato ad un anno e 8 mesi di reclusione.

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