La manifestazione
Aule, palestre e laboratori: i progetti per le superiori
Il dettaglio degli interventi presentati dalla Provincia per ottenere i finanziamenti della Banca europea
LUCCA. Scuole da restaurare, da ampliare, da migliorare. In alcuni casi da demolire e ricostruire. C’è un po’ di tutto nei progetti presentati dalla Provincia di Lucca per le scuole superiori in vista del bando per i finazionamenti della Banca europea degli investimenti (Bei).
Nelle otto schede di questa pagina presentiamo alcuni degli interventi più importanti previsti, ricordando tuttavia che non è detto che tutti saranno realizzati, né che lo saranno in tempi preventivabili.
Il “plafond” nazionale del bando Bei è, infatti, assai importante: in tutto circa tre miliardi di euro. Un piatto sul quale si butteranno in tanti: il bando per la Toscana si è chiuso il 23 giugno e ora sarà la Regione, sulla base delle richieste arrivate, a redarre i “Piani triennali di edilizia soclastica” che serviranno per ripartire i fondi in tutta Italia.
Ciascun ente ha potuto presentare un numero di domande di finanziamenti pari ad un messo di 2/3 del numero degli edifici scolastici di propria competenza presenti nell'Anagrafe dell'edilizia scolastica. E il 40% delle risorse messe a disposizione su scala regionale è riservato proprio alle scuole superiori di secondo grado che sono in gestione alle amministrazioni provinciali: questo perché sono proprio questi istituti quelli che hanno più bisogno di interventi, anche per l’alto numero di studenti che si concentrano in ciascuno dei plessi.
Il bando ha una durata triennale: questo vuol dire che i progetti entreranno in una sorta di lista d’attesa che sarà valida, per l’appunto, per tre anni, fino all’esaurimento dei finanziamenti.
Lo scopo di Palazzo Ducale, che complessivamente ha presentato trenta progetti che riguardano 23 scuole, è stato anche quello di dotarsi di elaborati che, in futuro, possano essere utilizzati anche per altri bandi di finanziamento che potranno rendersi disponibili.
Le priorità della Provincia, comunque, è piuttosto esplicita: trovare i 10 milioni di euro necessari per ristrutturare il Citiali-Paladini, chiuso con un’ordinanza del sindaco Alessandro Tambellini dopo la relazione che segnalava problemi per la staticità e la resistenza antisismica. Il progetto presentato per l’immobile di via San Nicolao prevede che, alla fine dei lavori (durata minima tre anni), tutto l’edificio rimanga nella disponibilità della Provincia, con il conseguente trasferimento dell’asilo nido e della scuola materna privata Leone XII.
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