La protesta
L’allarme del sindacato «Ombre sul cartario»
Per la Uil è in particolare il settore del tissue a essere in difficoltà «Per ora la questione è gestita con trasferimenti e smaltimenti di ferie»
LUCCA. Non è tutto oro quello che luccica, almeno nel cartario. Lo sostengono Massimiliano Bindocci e Paolo Venturi, della Uilcom Toscana Nord, che proprio di questo ha discusso nell’ultimo direttivo.
«Nel settore del tissue lucchese, principale polo europeo per produzione, qualità e numero di imprese e loavoratori, si possono vedere agevolmente due aspetti. Da un lato alcune imprese che crescono, migliorano i fatturati ed investono in tecnologie, studiano tutti i miglioramenti che la tecnologia può fornire migliorando la produttività per addetto e robotizzando in modo sempre più spinto; dall’altro ci sono elementi fortemente preoccupanti come la sovrapproduzione che c’è rispetto al mercato italiano sta inducendo le aziende che hanno tutte ormai stabilimenti in più paesi a dirottare altrove la produzione perml’estero, inoltre l’aumento vertiginoso del costo della cellulosa (legato sia al monopolio dei produttori, ed alla grande domanda cinese) sta rendendo risibili i margini, restano i problemi degli alti costi energetici, inoltre le politiche di mercato della grande distribuzione stanno creando non poche difficoltà al mondo del tissue lucchese, insomma nubi grigie all’orizzonte».
Secondo i sindacalisti, dunque, «anche nel distretto della piana di Lucca diverse aziende hanno dichiarato esuberi in modo più o meno palese con motivazioni diverse, che le chiamino ristrutturazioni o contrazioni non brevi di lavoro il problema è grosso e relativamente nuovo. A oggi gestiscono la questione esuberi con trasferimenti, smaltimenti spinti di ferie e permessi, riduzione dei somministrati, dei lavoratori a tempo determinato, ci sono tagli sulle ditte (cooperative) esterne. In alcuni stabilimenti si assiste al fermo di linee di produzione in modo sporadico o strutturale. Alcune aziende hanno fatto ricorso alla cassa integrazione, mentre come è noto un gruppo cartario (Papergroup, ndr.) rischia la dichiarazione di fallimento, con uno dei tre stabilimenti che sarà certamente chiuso e rischiano il posto tutti i 149 dipendenti. Abbiamo imparato dalla storia che non è opportuno fare la guerra all’innovazione tecnologica; è il caso invece di partecipare attivamente al cambiamento in atto anche attraverso un confronto con le aziende del settore, coinvolgendo le Istituzioni perchè l’esistenza del distretto deve andare vantaggio anche di chi lavora, garantendo i livelli occupazionali con meccanismi che salvaguardino le professionalità e migliorino la qualità del lavoro, si deve iniziare aparlare di riduzione dell’orario senza toccare gli stipendi e soprattutto garantendo il personale».
Sono tre le proposte del sindacato: «Strutturare un bacino anche per le maestranze con sistemi di garanzia occupazionale; inserire il lavoro in cartiera e cartotecnica nei lavori gravosi (al fine di anticipare l’eta pensionabile) e affrontare la questione dell’orario di lavoro per lavorare meglio e meno a parità di salario. Registriamo su questo tema un ritardo delle altre organizzazioni sindacali e della politica, mentre comprendiamo che le aziende non ne vogliano parlare in modo aperto, perché affrontando i problemi di caso in caso evitano modifiche delle,condizioni di lavoro e tocca sempre a chi lavora subire le soluzioni. Se avessimo avuto una organizzazione di bacino non avremmo dovuto gestire in questo modo nemmeno il caso Papergroup, dove tra incertezza sindacali e poca chiarezza tra i vari attori e i vari interessi in campo vediamo che nonostante le difficoltà non si utilizza ammortizzatori, non si garantisce il posto di lavoro ma si definisce intanto per alcuni un esodo poco incentivato e per altri prospettive poco rassicuranti. Francamente anche la riduzione degli esuberi da 37 a 24 appresa nell’ultimo incontro fa capire che non c’è chiarezza ma solo voglia di alleggerire il personale e di ridurre gli incentivi. La Uilcom per questo non farà accordi con esodi e licenziamenti ”spontanei”, né alla Papergroup né altrove. Anche sulla sicurezza verifichiamo un ritardo del settore, che sulla prevenzione e la gestione degli infortuni traumatici è attento, ma sugli ambienti di lavoro, le malattie professionali e lo stress da lavoro correlato è a nostro avviso in ritardo».
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