Sicurezza
In 250 al corteo per dire no alla nuova viabilità
Preoccupa l’impatto dei sottopassi ferroviari e delle strade di collegamento Sfilata da Tassignano fino al municipio di Capannori in difesa del territorio
CAPANNORI. Oltre 250 cittadini hanno manifestato contro la nuova viabilità legata ai sottopassi previsti dal raddoppio ferroviario Lucca-Firenze e la decisione della Regione di non sottoporre il progetto alla procedura valutazione di impatto ambientale. I motivi della protesta sono noti. «Adesso chiediamo al Comune di fare un passo indietro», dicono i rappresentanti del Comitato “per una viabilità sostenibile e salvaguardia del territorio”, che ieri mattina ha organizzato una manifestazione con ritrovo alle 10 alla stazione di Tassignano. Da lì, in bici o a piedi, è partito il corteo arrivato in piazza Aldo Moro davanti al municipio.
Con i manifestanti, scortati da polizia municipale, carabinieri e digos, e con il traffico che è stato bloccato per alcuni minuti, anche le amazzoni e i cavalli dell’associazione che gestisce il Centro Ippico Samarcanda di Tassignano. La nuova superstrada passerebbe davanti al maneggio dei cavali, immerso nella natura, nella zona verde del Carnaio. In marcia cittadini di ogni età ed estrazione sociale, giovani e anziani, con striscioni e fischietti. Ed erano proprio i tanti gli striscioni per spiegare i motivi della protesta e del malcontento, in particolare dei residenti delle frazioni di Tassignano (almeno una parte, vista la diversa posizione del comitato paesano a favore del raddoppio ferroviario), Santa Margherita e Pieve San Paolo, dove saranno realizzati i sottopassi ferroviari: da “Ci siamo rotti i polmoni” a “Raddoppio ferroviario: opportunità o disastro?”, fino a “Menesini, asfalto e cemento”. Dopo circa un’ora di cammino, passando da via del Casalino e poi da via Piaggia, attraversando il cuore del centro di Capannori, il corteo è arrivato davanti al palazzo comunale.
Pochi gli esponenti politici presenti, a parte i consiglieri comunali dei 5 Stelle, Renato Pini e Simone Lunardi, e i rappresentanti di Fratelli d’Italia. Al coro di “Menesini ascolta i cittadini” si è atteso un confronto con il sindaco. «Ma non si è fatto vedere nessuno, il Comune era deserto e non erano presenti neppure i consiglieri di zona delle frazioni interessate – sottolinea il presidente del comitato Marco Tardelli – abbiamo ancora fiducia che le istituzioni possano fare il proprio lavoro con serietà, ma sappiamo anche che questo progetto vuole andare avanti a tutti i costi. Non si può farlo però senza ascoltare i cittadini e loro motivazioni. È stata una giornata importante perché siamo riusciti a mobilitare tante persone, non solo quelle interessate dal raddoppio ferroviario o dalla demolizione delle proprie case e da una viabilità che devasterà il territorio».
Il comitato chiarisce che non è contro il «raddoppio ferroviario a priori, che può essere un’opportunità se fatto bene e utilizzato. Non vogliamo però opere faraoniche e devastanti per il territorio o sprechi di denaro pubblico come i tronchetti ferroviari inutilizzati da sei anni».
Poi una delegazione del comitato ha protocollato in Comune un documento letto durante la manifestazione, che si è conclusa nella tarda mattinata, in cui si ribadisce la contrarietà alla “bretellina” che collegherebbe via Chelini-Romana, attraversando il ponte dell’autostrada Firenze-Mare, con una nuova strada fino all’area industriale di Carraia. «Questa superstrada avrà un impatto devastante e siamo contrari a un sottopasso camionabile davanti alla chiesa di Tassignano – si legge nella nota del Comitato – e per fare spazio al raddoppio sarà necessario tirare giù alcune abitazioni attorno all’attuale linea e tra i tanti effetti negativi, dall’aumento dell’inquinamento alla svalutazione degli edifici interferenti c’è anche il quello del rischio di cessazione di attività gravemente danneggiate come l’azienda agricola Lizzi, il centro ippico Samarcanda e alcune attività tra Tassignano e Santa Margherita».
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