Il Tirreno

Lucca

Mimmo sottotono: «Il clima è ostile»

di Barbara Antoni
Mimmo sottotono: «Il clima è ostile»

Il patron: «La burocrazia uccide i festival come il nostro»

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Il palco è pronto, le luci si stanno per accendere, il Summer Festival numero 21 sta per iniziare. «Ci stiamo arrivando. Andiamo. Vediamo. Speriamo di partire bene...», commenta Mimmo D’Alessandro, il patron della manifestazione, il suo artefice e primo sostenitore. Quante battaglie, in ventuno anni, per portare il Summer a diventare quello che è: una vetrina internazionale di musica di alto livello che porta ovunque il nome di Lucca. Ma D’Alessandro quest’anno è insolitamente scarico, sottotono. Quest’anno per la prima volta non c’è stata una conferenza stampa prima dell’apertura del festival. «Noi la proponiamo sempre, ma nessuno ce l’ha chiesta. E noi non l’abbiamo fatta, per evitare di “rompere”. L’aria è pesante, ostile. Per la prima volta non provo emozione. Non ho nemmeno voglia di lamentarmi. Ma andiamo avanti», dice.

Perché questo approccio? È inusuale sentirla parlare così.

«Il fatto è che ci sono ostilità da ogni parte. La burocrazia è diventata così grassa che non passa più dalle porte».

Si riferisce alle difficoltà che si incontrano per organizzare eventi come i concerti del Summer?

«Le difficoltà, sì. Oggi non esiste qualcosa di facile. È come se non avessi mai organizzato niente, come se avessi lavorato male in passato».

Qualcuno o qualcosa in particolare ha creato problemi alla manifestazione?

«Non voglio colpevolizzare nessuno. Ma il sistema sì, la burocrazia. Se si continua così è un problema grosso. Qualsiasi cosa fai, devi affrontare ostacoli enormi. Dove metti i bagni, come ti muovi, i decibel della musica: tutto è difficile. Non conta niente tutto quello che hai fatto in passato. Non conta che in vent’anni non ci sia mai stato un incidente, che tutto sia andato sempre bene. Non vale più nulla. E le spese per organizzare un evento come il Summer si triplicano, si quadruplicano. “E io pago”, come si dice. Fossero cose necessarie, almeno, quelle che richiedono tante spese, tante autorizzazioni. Quello che non riesco a far capire ai burocrati è che la cosa principale a cui dobbiamo lavorare è la sicurezza. Noi saremo attentissimi, come sempre. Normalmente a una vigilia come questa direi “che grande atmosfera”, “siamo allegri”. Oggi sarebbero solo parole ironiche, sarei bugiardo se parlassi così. È che sono spento».

Proviamo a lasciare da parte questo senso di scoramento. Se potesse parlare a chi materialmente ha “ingrassato la burocrazia” per usare le sue parole, quale messaggio gli farebbe arrivare?

Vorrei tanto urlare “torniamo umani. Sorridiamo un po’ di più. Sorridiamo da qui in poi».

In passato c’è stato qualche problema con Lucca. Con le autorizzazioni mancate, come nel caso del banner che non le fecero apporre sugli spalti nel 2015. È ancora così, in parte?

«È diverso. C’è un’atmosfera ostile tutto intorno. Senza motivo, incomprensibile. Non capisci perché. Anche andare a prendere un cappuccino è complicato, anche salutare qualcuno è un problema. Come fai ad andare avanti così. Il nostro festival è sempre andato meravigliosamente bene. In un mondo normale dovrebbe continuare così. Ottenere una licenza in un mondo normale dovrebbe essere possibile. Invece non riusciremo neanche a far volare il maiale prima del concerto di Waters. Solo in occasione del concerto. Eppure lo abbiamo già fatto a Roma, a Milano, in altre città».

I Queens of the Stone Age sono già arrivati? Dormiranno a Lucca?

«I camion sono a Lucca. Dove dormono non lo so, davvero».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Trasporti

Traffico aereo ridotto in tutta Italia, problemi ai sistemi Enav: cosa sta succedendo ai voli

di Redazione web