Attenzione
Sta meglio il parroco di Lammari don Giovanni Romani
CDAPANNORI. Sta meglio ed è ormai fuori pericolo don Giovanni Romani, il parroco di Lammari che venerdì scorso è rimasto coinvolto, insieme ad altri quattro fedeli, in un incidente stradale in...
CDAPANNORI. Sta meglio ed è ormai fuori pericolo don Giovanni Romani, il parroco di Lammari che venerdì scorso è rimasto coinvolto, insieme ad altri quattro fedeli, in un incidente stradale in Svizzera, a bordo di un pullman diretto a Capo Nord per un pellegrinaggio di 15 giorni.
Il sacerdote, dopo essere stato sottoposto a un intervento chirurgico, è ancora ricoverato in ospedale per le cure del caso e per completare il processo di guarigione. Dovrà riposarsi ancora qualche giorno prima di fare rientro in Italia e tornare a celebrare la messa a Lammari. La paura è ormai alle spalle, come la disavventura avvenuta nei pressi di Olten, Comune della Svizzera capoluogo del Canton Soletta. Sin dalle ore subito dopo l’incidente il sindaco di Capannori Luca Menesini è rimasto in costante contatto telefonico con l’ospedale e il consolato italiano per accertarsi delle condizioni di salute di don Giovanni e degli altri partecipanti alla gita, già rientrati in Toscana.
Il parroco di Lammari non è rimasto solo neppure in Svizzera, circondato dall’affetto e dalla solidarietà di alcuni connazionali che vivono in quella zona, parte nord-occidentale, dove si trova una comunità di italiana. Non solo hanno voluto esprimere vicinanza alla comitiva di capannoresi rimasti coinvolti nell’incidente, ma alcuni di loro, saputa la notizia, hanno fatto visita al prelato nella stanza dell’ospedale.
A raccontare questa bella storia è il sindaco Menesini: «Don Giovanni è ancora bloccato in Svizzera, nel letto di ospedale, perché ha riportato un po’ di complicazioni e ha bisogno di stare fermo e seguire delle terapie. La notizia dell’incidente ha girato e così i nostri connazionali che vivono là, altri uomini e donne di chiesa, hanno cercato don Giovanni, sono andati a trovarlo e lo hanno supportato come una famiglia. Per lui è stato prezioso poter parlare con degli italiani e sentire di quanto amore e solidarietà senza secondi fini gli italiani siano capaci. Sono orgoglioso del nostro Paese e di noi italiani. L’Italia non è la patria dei furbetti come viene spesso dipinta. I furbetti ci sono, certo, ma l’Italia è questa: è la patria di persone solidali, altruiste e pronte ad aiutare chi è in difficoltà. Ringrazio la comunità italiana in Svizzera per aver “coccolato” il nostro parroco e auguro a Don Giovanni pronta guarigione. Don Giovanni ti aspettiamo. (n.n.)
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