La protesta
Rifiuti, venti esattori a caccia di 10 milioni
Sistema Ambiente cerca una società specializzata: aggio al 16%
LUCCA. Caccia agli evasori della tariffa sui rifiuti: Sistema Ambiente fa un bando per affidare a società specializzate la riscossione coattiva di 10 milioni di euro non versati.
Nei prossimi mesi gli “esattori” (almeno 20) incaricati dall’azienda dei rifiuti busseranno alla porta di 12mila cittadini lucchesi, colpevoli di non aver pagato la Tia (nel biennio 2011-2012) e la Taric (2016 2017). Il bando è stato pubblicato nei giorni scorsi sul sito di Sistema Ambiente: la concessione del servizio di riscossione coattiva mediante ingiunzione fiscale ha durata di tre anni. Oltre ai 10 milioni a cui abbiamo fatto cenno in precedenza, si calcola che nel triennio di durata dell’incarico matureranno altri 2,5 milioni di euro di tariffe insolute a cui i riscossori dovranno dare la caccia. Il valore della concessione è stimato in 1,6 milioni, cifra desunta ipotizzando una percentuale di incassato pari al 40% del capitale affidato, applicando all’importo ottenuto la percentuale di aggio posta a base di gara, ovvero il 16%. Le domande dovranno pervenire entro il 25 luglio a Sistema Ambiente.
I requisiti. Per partecipare alla gara sono richiesti requisiti tecnici e professionali non di poco conto: il soggetto interessato dovrà aver svolto il servizio di riscossione dei crediti insoluti nel triennio 2015-2018, senza aver ricevuto formali contestazioni. Inoltre dovrà avere in organico almeno 20 dipendenti di cui perlomeno due con la qualifica di “ufficiale della riscossione”. Servono, insomma, soggetti piuttosto strutturati. L’aggiudicazione della concessione avverrà a favore del concorrente che avrà ottenuto il punteggio più alto sommando offerta tecnica (massimo 80 punti) e offerta economica (massimo 20 punti).
Super aggio. A determinare l’offerta economica sarà soprattutto la percentuale di ribasso sull’aggio del 16% (ovvero il compenso che va alla società) posto a base della gara. Si tratta, è bene dirlo, di una cifra piuttosto alta che farà salire gli oneri a carico dell’utente moroso. L’aggio, infatti, è una misura finanziaria che va ad aggiungersi al totale delle somme che il contribuente è tenuto a pagare. Se ad esempio, il cittadino non ha versato 100 euro di tariffa sui rifiuti, quando si presenteranno i riscossori della società dovrà pagarne almeno 116, più interessi e spese di notifica. Insomma, gli importi lievitano. La tanto vituperata Equitalia, ad esempio, ha un aggio che oscilla tra il 6% e il 9%. Al concessionario, oltre all’aggio, spetterà il rimborso delle spese sostenute (postali, di notifica, per procedure esecutive, ecc). «Tali spese – si legge nel capitolato di gara – saranno anticipate dal concessioni e riaddebitate all’utente moroso».
Il passato. Fino al 2010 Sistema Ambiente si era servita proprio di Equitalia per riscuotere le morosità. Col passaggio alla tariffa (quindi senza l’intermediazione del Comune, salvo il triennio 2013-2015) l’azienda ha deciso di gestire in proprio la riscossione affidando, il compito prima a uno e poi a ben quattro dipendenti. Adesso però c’è la necessità di avere una struttura più grande e organizzata, capace di utilizzare le banche dati per individuare eventuali partecipazioni societarie di cittadini morosi e formalmente nullatenenti, da cui è difficile ottenere il pagamento delle somme dovute. Inoltre la necessità di alimentare un fondo di ammortamento dei crediti non riscossi pesa sempre di più sul bilancio dell’azienda. (g.p.)
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