Attenzione
Intesa Papergroup Calano gli esuberi
Accordo tra sindacati e i rappresentanti di Tissue Tech. Ma adesso c’è l’ostacolo della procedura di concordato
CAPANNORI. Caso Papergroup, c’è l’intesa per la riduzione degli esuberi dichiarati dall’azienda. L’ipotesi di accordo, raggiunta ieri dopo un confronto nello studio del commissario giudiziale Franco Della Santa con i sindacati, i rappresentanti delle Rsu e i professionisti che rappresentano la Tissue Tech, prevede incentivi economici all’uscita e una ricollocazione di alcune unità di lavoratori dello stabilimento di Carraia della storica azienda cartaria della Piana.
È questa la sostanza dell’ipotesi di accordo che dovrà essere perfezionata e approvata dal tribunale fallimentare. E che porterebbe a una diminuzione degli attuali 38 dipendenti per i quali è stata aperta la procedura di mobilità. Una delegazione di lavoratori, che nella giornata di ieri hanno proclamato una mattinata di sciopero, era presente davanti allo studio dove era in corso la riunione per decidere il loro futuro.
«Non è ancora possibile calcolare le ricadute in termini numerici, ma c’è l’intesa per una riduzione degli esuberi – dice Stefano Tesi della Slc Cgil – questo è un importante passo avanti sulla strada per scongiura in parte i licenziamenti. L’accordo, i cui dettagli saranno perfezionati e definiti nei prossimi giorni, apre uno spazio concreto attraverso uscite volontarie mediante incentivi all’esodo riconosciuti dall’azienda, assorbimenti in altre mansioni e una ricollocazione di alcune unità di lavoratori dello stabilimento di Carraia. Adesso questa operazione dovrà essere valutata e approvata dal tribunale. Tissue Tech si impegna a proseguire l’attività per la cessione dell’azienda attraverso una procedura competitiva».
Il tempo stringe e il destino di Papergroup con i suoi 147 dipendenti (più altri 66 dell’indotto) è appeso a un filo molto sottile. L’azienda cartaria con sede amministrativa e centro direzionale a Carraia e stabilimenti a San Gennaro e Coselli rischia il fallimento dopo che i giudici del tribunale fallimentare hanno deciso che non era possibile, per la difficile situazione economica, ammettere l’azienda alla procedura di concordato. Da qui è scattato subito lo sciopero e il presidio dei lavoratori che vedono a rischio il posto di lavoro, con le inevitabili ripercussioni per il tessuto sociale della Piana. Il tribunale fallimentare ha convocato per il 6 luglio i vertici della Papergroup.
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