Sicurezza
Il corso per fare il pane che fa trovare lavoro
Conegnati i diplomi ai 13 partecipanti nella sede di Confcommercio L’80% ha trovato un impiego. E per qualcuno è stato un momento di riscatto
LUCCA. Quasi l'80% dei partecipanti ha già trovato un'occupazione. Erano partiti in 137, ne sono stati selezionati 15, e alla fine 13 (2 sono stati costretti a dar forfait per sopraggiunti problemi personali) si sono portati a casa ben due attestati: una qualifica come addetto panificatore e pasticcere, oltre all'Haccp, un insieme di procedure in termini di sicurezza e igiene degli alimenti. Tutto grazie al progetto “Im.Pa.Sti.” (acronimo che sta per "imparare a panificare sviluppando la tipicità del territorio"), che ha visto Confcommercio Lucca in prima fila, finanziato congiuntamente, per 88mila euro, dalla Regione Toscana e dall'Unione Europea. I ragazzi che hanno passato la prima selezione (tra i requisiti l'essere disoccupati e l'aver superato la maggiore età) a settembre scorso hanno iniziato un percorso di 900 ore (di cui 320 di laboratorio) in cui hanno «imparato a stoccare il cibo, ad allestire il banco con i prodotti, a prendersi cura dei clienti e a pulire e a manutenere il posto di lavoro. È la terza edizione in cinque anni, e già da subito ha dato i suoi frutti», spiega Andrea Giammattei, responsabile formazione per ConfCommercio Lucca.
«Coloro i quali hanno preso parte all'iniziativa hanno avuto la possibilità di rivedere la loro carriera, e ripensare anche alla loro formazione - precisa Lucia Del Santo, responsabile del progetto per la Regione - ma soprattutto potersi reinserire nel mondo del lavoro. Una chance formativa che siamo certi diventerà un trampolino di lancio per affrontare il futuro».
Tra i 13 che sono arrivati in fondo (sette donne e sei uomini) e hanno superato l'esame finale con una media di 95/100, coadiuvati da maestri pasticceri e da veri e propri professori, tanti i ragazzi della provincia di Lucca. Per una di loro, Pamela Dinelli, 49 anni, un attestato che ha il sapore della rinascita: «Sono stata parecchio fuori dal mondo del lavoro, anche per problemi personali. Ho partecipato a questo corso con il massimo dell'entusiamo e con tante aspettative. È stato un percorso lungo, a volte sfiancante, ma nel quale ho sempre creduto. Adesso ho terminato lo stage e sto continuando nella pasticceria dove ho svolto le oltre 300 ore. Speriamo possa contretizzarsi in qualcosa di duraturo». Anche Cristian Tozzi, di Maggiano, 25enne, ha colto l'opportunità del tirocinio formativo come un rilancio, da legare ad una grande passione. «Fin da quando ero piccolo, ho sempre spiato mia mamma che preparava la pasta, i dolci, e anche il pane, la domenica - ricorda -. Con lei mi sono subito cimentato nell'arte della panificazione. Mi è sempre piaciuto. Se ho già trovato un lavoro stabile? Per adesso no, ma adesso ho una qualifica da poter spendere».
È andata assai meglio a Youssouf Dembele classe '87, ivoriano di nascita, ma residente a Pieve a Nievole, in provincia di Pistoia. «Vivo da quattro anni in Italia, sono qua perché ho avuto l'opportunità di ricongiungermi con la mia fidanzata - spiega -. In Africa poco o niente, soprattutto a causa di una dilagante povertà. Ho fatto qualche lavoretto saltuario fino a poco fa, ma niente di definitivo. Ma da quando ho terminato lo stage ho già fatto alcune sostituzioni, e mi auguro che prima o poi ci scappi qualcosa di più duraturo».
Questi i 13 che hanno ricevuto i due attestati: Youssuf Dembele, Pamerla Dinelli, Antonietta Gallello, Angela Lencioni, Gregory Magherini, Francesco Mennini, Serena Monachella, Enrica Orlandini, Daro Pacini, Martina Peck, Maddalena Russo, Cristian Tozzi e Pietro Pinto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
