Il Tirreno

Lucca

Polemica sulle celebrazioni mancate

Polemica sulle celebrazioni mancate

Scontro tra l’ex sindaco e quello attuale sulla ricorrenza dell’alluvione di Fornovolasco

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FABBRICHE DI VERGEMOLI . Polemica sulle mancate celebrazioni dell’alluvione che, il 19 giugno 1996, colpì il paese di Fornovolasco, provocando una vittima, Isola Frati. A innescarla Angelo Rebechi, sindaco di Vergemoli dal 1995 al 2004.

«Come sindaco ai tempi dell’alluvione – scrive Rebechi in una sua lettera aperta – ho provato sorpresa, rammarico e profonda delusione nell’apprendere che il 19 giugno 2018 non ci sia stata a Fornovolasco alcuna commemorazione. Attraverso i media ho assistito con commozione alle celebrazioni organizzate a Cardoso di Stazzema e mi chiedo perché la distruzione di Fornovolasco e la morte di Isola Frati non siano motivo di ricordo da parte dell’attuale amministrazione. Forse perché tra i miei ricordi personali questa calamità ricopre un ruolo molto significativo, forse perché si tratta dell’avvenimento che maggiormente mi ha toccato e provato, sia emotivamente che fisicamente, nel mio incarico di sindaco. Posso solo immaginare quanto per tutto questo abbiano sofferto i cittadini di Fornovolasco, ai quali ho cercato di stare vicino fin dai primi momenti. A quegli istanti abbino sempre le figure del maresciallo della stazione di Gallicano, che raggiunse a piedi per primo attraverso i boschi il paese isolato, il mio vicesindaco, ma soprattutto non riesco a dimenticare la comunicazione formale da parte del responsabile della protezione civile dell’epoca, con cui mi informava della presenza di una vittima accertata e di alcuni dispersi. Ricordo vivamente la notte interminabile impiegata per raggiungere la zona del disastro e l’arrivo a Fornovolasco solo alle luci dell’alba del 20 giugno, ho ancora davanti agli occhi i volti devastati e sconvolti di chi aveva perso tutto in pochissimo tempo. Con queste parole voglio condividere con gli abitanti di Fornovolasco che hanno impressi nella mente i fatti del 19 giugno 1996 i miei ricordi e l’emozione che ancora oggi, dopo 22 anni, questa tragedia risveglia in me».

E di Fornovolasco è proprio Michele Giannini, l’attuale sindaco, che risponde al suo predecessore: «Il 19 giugno 1996 ero andato in paese perché non avevo notizie di mia nonna, la cui casa era stata portata completamente via dalla furia delle acque. Ho ben presente il sentimento degli abitanti di Fornovolasco, ho presente il sentimento della figlia e del nipote di Isola Frati cui io, come sindaco, ho intitolato una via. Ho ben presente la morte di Marco Fornaciari (geologo deceduto in un rilievo sui luoghi dell’alluvione ndr) a cui io e non Rebechi ho intitolato una piazza per ricordarne il sacrificio. Quello che è stata l’alluvione di Fornovolasco, quanto ha cambiato il paese e il segno che ha lasciato, mi si permetta l’ho molto più presente dell’ex sindaco Rebechi. L’unico motivo per cui non facciamo celebrazioni, volutamente, è perché questo risulta essere il desiderio anche della famiglia; ne fu parlato con il nipote di Isola Frati (tra l’altro consigliere in maggioranza) e questo è stato il suo sentimento. Oggettivamente lo consideriamo un evento personale, interno, ecco perché non si desidera ogni anno ripetere parole e rimembrare fatti. Lo abbiamo fatto nel decimo anniversario e nel ventesimo per ringraziare i volontari che sono venuti, vera forza motrice della ricostruzione del paese. Ho ringraziato personalmente, assente anche se invitato, l’ex sindaco Rebechi. Personalmente porto rispetto a chi non c’è più, a quello che mi è stato detto di Isola Frati e porto rispetto agli abitanti di Fornovolasco. Ognuno è libero di fare polemica dove ritiene più opportuno, ma se possibile cercate di non farla su un evento così triste e doloroso».



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