La manifestazione
«L’emozione è forte anche dopo tanti anni»
LUCCA. C’è chi la propria strada l’aveva già tracciata ai tempi della maturità e chi invece il proprio percorso di vita se l’è costruito più avanti. Ma per tutti l’esame di maturità ha rappresentato...
LUCCA. C’è chi la propria strada l’aveva già tracciata ai tempi della maturità e chi invece il proprio percorso di vita se l’è costruito più avanti. Ma per tutti l’esame di maturità ha rappresentato un passaggio cruciale, una tappa cardine tanto da rimanere impressa nella memoria. Così è stato anche per sei personaggi illustri lucchesi, di nascita o di adozione che siano ai quali, in occasione dell’inizio degli esami, il Tirreno ha chiesto di ricordare la propria maturità, il modo in cui l’avevano vissuta, quali fossero le loro sensazioni e speranze ma anche quale traccia avessero scelto per il tema di italiano e cosa rappresentasse lo studio per loro.
«Ho dei bellissimi ricordi del periodo della maturità - racconta Lodovica Giorgi, nota avvocata penalista nonché ex segretaria delle Camere penali a livello nazionale ed ex presidentessa delle Camere penali lucchesi che si è diplomata al liceo classico di Viareggio dopo aver frequentato anche il Machiavelli di Lucca- i giorni precedenti mi ero rinchiusa con delle mie amiche in una casa in campagna circondata da un uliveto vicino a Querceta. Quotidianamente ci raggiungeva anche un altro gruppetto di amiche e insieme studiavamo ma facevamo anche tanta baldoria visto che non c’erano i genitori. Comunque posso dire che per me l’esame non è stato traumatico - aggiunge - in generale me la cavavo bene in tutte le materie ma non perché mi piacesse particolarmente studiare. Dopo la maturità decisi di iscrivermi a giurisprudenza: volevo fare la giornalista e per tre anni lavorai anche alla Rai con contratti a termine ma poi fui costretta a lasciare a causa della forte lottizzazione politica. Non potevo fare diversamente».
Marcello Bertocchini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio, ripensa invece a quel tema di italiano che rischiò di compromettere tutto il suo esame, scritto 46 anni fa quando era maturando in ragioneria a Pescia. «Alla prima prova - racconta Bertocchini - feci un tema che la commissione giudicò provocatorio e mi dissero che dovevo rimediare all’orale. Non so come mai non piacque, non fui capito. La mia materia preferita era la matematica poi mi appassionai anche alla letteratura. All’università mi iscrissi a Matematica ma poi non mi sono laureato. L’emozione dell’esame di maturità la ricordo ancora oggi». Facendo un salto in avanti nel tempo si arriva al 1999, in un’aula dell’istituto geometri di Firenze dove tra le maturande c’è anche la barghigiana Nadia Centoni, ormai ex pallavolista che ha giocato anche in nazionale. «I primi anni di scuola superiore li feci qui a Lucca - racconta - poi andai a Sesto. Nel periodo dell’esame di maturità giocavo già in serie A: era il 1999. Il tema lo feci su Giolitti perché la storia mi è sempre piaciuta tanto. Ricordo l’esame come un periodo molto positivo e alla fine andò bene. Non presi il massimo dei voti perché venivo dalle scuole private. Le materie che preferivo erano quelle tecniche e se non avessi fatto la pallavolista sono sicura che sarei diventata geometra. Un altro ricordo bello è quello del viaggio post-maturità: con una mia compagna di squadra, anche lei maturanda quell’anno, partimmo a Ibiza». Per Enrico Castellacci invece, ex medico della nazionale di calcio, diplomato al liceo classico, la maturità fu stressante. «Era il 1969 e ricordo che non vedevo l’ora di andare al mare - racconta - e di finire il prima possibile. Per la prova di italiano feci il tema di attualità anche se non ricordo l’argomento preciso. All’orale invece portai filosofia, una materia che mi ha sempre appassionato». Dieci anni più tardi, a sostenere la maturità c’era Francesco Battistini, presidente del consiglio comunale a Lucca. «Mi sono diplomato come perito elettrotecnico - dice - una materia lontanissima da me. Feci il tema su una frase di Goethe: “Il sonno della ragione genera mostri” e andò molto bene. Ero portato per le materie letterarie e quella di italiano è stata la prova che mi ha salvato. A livello emotivo comunque soffrii di più per l’esame di terza media. Se fossi stato un maturando oggi credo che avrei fatto il tema sul testo di Bassani e le persecuzioni razziali». La regista Cristina Puccinelli, diplomata al Vallisneri di Lucca, ricorda la maturità come un’esperienza divertente. «L’ho vissuta in maniera estremamente positiva - racconta - per la materia più ostica era la matematica. Ai ragazzi che stanno affrontando ora questa prova dico che da lì in poi cambia tutto: dopo la maturità si respira la libertà». (f.s.)
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