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Condannato per bancarotta imprenditori della carta
LUCCA. Il collegio giudicante del tribunale di Lucca (presidente Gerardo Boragine, a latere Matteo Marini e Michela Boi) ha condannato a due anni di reclusione con l’accusa di bancarotta patrimoniale...
LUCCA. Il collegio giudicante del tribunale di Lucca (presidente Gerardo Boragine, a latere Matteo Marini e Michela Boi) ha condannato a due anni di reclusione con l’accusa di bancarotta patrimoniale e documentale l’imprenditore Filippo Catalano all’epoca dei fatti contestati titolare della ditta «Carta Più srl» con sede in Lucchesia. Stando all’accusa nel 2012 il tribunale fallimentare aveva decretato la cessazione dell’attività aziendale inviando gli atti alla procura della Repubblica affinché rilevasse eventuali profili penali di responsabilità.
Dagli accertamenti effettuati dalle Fiamme Gialle su delega del magistrato e dalla relazione del curatore sarebbe emerso che dall’attività economica-finanziaria dell’azienda sarebbe stato distratto un importo che si aggirava sui 100mila euro. Denaro che, stando all’accusa, doveva far parte dell’attivo patrimoniale a disposizione dei creditori. L’imputato ha ottenuto i benefici di legge in quanto incensurato.
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