Il dolore
A Malta i soldi distratti dal fallimento
Marco Potenti ex re del Brico indagato per bancarotta e autoriciclaggio: per la Finanza aveva fatto sparire mezzo milione
LUCCA. Appena in tempo per evitare che parte della somma di mezzo milione di euro - distratta da uno dei più importanti fallimenti degli ultimi anni in Lucchesia - venisse smobilizzata da una polizza vita per finire in paradisi fiscali. L’intervento del nucleo di polizia economico-finanziaria delle fiamme gialle (un tempo semplicemente la Tributaria) delegato dal sostituto procuratore Piero Alessandro Capizzoto ha impedito che quel denaro, destinato ai creditori del crac della Brico snc del Gruppo Potenti, finisse reinvestito in attività a Malta o comunque impiegato in modo difforme da quello consentito. Guai giudiziari in vista per Marco Potenti, 69 anni, originario di Cascina e residente a Rosignano Solvay, il dominus dell’ex Brico snc, la grande azienda di distribuzione di articoli di bricolage con sede legale a Ponte all’Ania, fallita nel dicembre 2014 con un buco di 60 milioni e crediti per circa 30. Nel 2016 la procura chiese nei suoi confronti e nei confronti dei figli Francesco, amministratore delegato del Brico snc, e Veronica, il rinvio a giudizio con l’accusa di bancarotta patrimoniale perché, durante il concordato preventivo, gli indagati avevano depauperato l'attivo patrimoniale esistente con operazioni in perdita come la dissipazione del prestito obbligazionario di 10 milioni. Denaro non restituito oltre ad altre operazioni in perdita come la concessione di finanziamenti non garantiti e la concessione di finanziamenti a fondo perduto proprio nel corso della richiesta di ammissione al concordato. . LA NUOVA CONTESTAZIONE
Il giudice delle indagini preliminari Riccardo Nerucci con decreto ha disposto il sequestro preventivo riguardante una «polizza vita» del valore di 500mila euro intestata a Marco Potenti tramite schermatura di una fiduciaria. Un sistema legalmente riconosciuto, quando la provenienza del denaro è lecita, che serve a garantire la riservatezza a chi voglia effettuare un’operazione o detenere un bene senza apparire. Ma in questo caso la procura della Repubblica contesta all’ex re del bricolage di essersi reso responsabile di bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio per aver distratto risorse della società fallita (la Brico snc del Gruppo Potenti) per mezzo milione, denaro posto sotto sequestro.
L’INDAGINE
Gli investigatori, guidati dal colonnello Walter Mazzei, dal settembre 2017 ad oggi, attraverso accertamenti bancari e patrimoniali, avrebbero appurato che Marco Potenti, nel 2013, avesse distratto circa mezzo milione di euro dai conti della società con una serie di operazioni bancarie che alla fine lo vedevano destinatario finale delle risorse sottratte ai creditori fallimentari. La distrazione di quei soldi per l’accusa avrebbe aggravato il già grave stato d’insolvenza della grande azienda di distribuzione (55 punti vendita al dettaglio) di articoli di bricolage e ne avrebbe provocato, nei fatti, il fallimento nonostante la richiesta di concordato in continuità in grado di soddisfare il 100% dei creditori privilegiati. E proprio dalle ultime indagine è emerso che l’imprenditore, accortosi delle indagini sul suo conto, nel dicembre 2017 aveva smobilizzato parte della «polizza vita» riciclandone l’importo in una banca di Malta per reimpiegarlo in attività economiche a lui riconducibili in quel Paese.
Luca Tronchetti
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