La manifestazione
Le svastiche coprono il cuore
Segromigno, incursione nei luoghi dove i simboli nazisti erano stati cancellati. Scritte a Ponte a Moriano
CAPANNORI. Anche senza aggiungervi ulteriori significati rappresenterebbe un qualcosa di idiota, quanto può essere idiota affidare il proprio disagio a una bomboletta spray per imbrattare delle pareti. Ma quando a questa forma di vandalismo si aggiungono anche messaggi e simboli aberranti, ecco che “l’effetto idiozia” si amplifica in modo esponenziale. È il caso dei simboli di ideologie dittatoriali, di ogni estrazione, che periodicamente compaiono sui muri di edifici pubblici e privati. Da tempo, a Segromigno in Monte, spuntano qua e là scritte deliranti, messaggi antisemiti e simboli nazifascisti. Un proliferare di svastiche cui aveva un’anonima mano aveva provato a mettere un freno. Ma anche il lavoro della “Regina di cuori” è stato macchiato da nuovi raid.
La Regina di cuori, come è stata ribattezzata, è una donna israeliana che vive in Italia e che, trovandosi davanti croci uncinate e aberrazioni analoghe, aveva deciso di non girarsi dall’altra parte. Armandosi anche lei di bombolette ha coperto stemmi e scritte inneggianti all’odio con un simbolo dal significato diametralmente opposto: un cuore. E la scritta “amore” in ebraico.
Un nobile tentativo, ma vanificato a poche notti di distanza. Il cuore che copriva una svastica su una cabina dell’Enel vicino al semaforo di Segromigno in Monte è stato, a sua volta, oggetto di una nuova incursione “pittorica”. Ancora una svastica, questa volta di colore bianco, proprio sul rosso del cuore.
E non è nemmeno l’unica opera di questi emuli dell’imbianchino di Braunau. Scritte e simboli neofascisti compaiono un po’ ovunque viaggiando per la frazione. Davanti alla vicina chiesa di San Colombano o su un’altra cabina Enel in via Angeli. Forse sono solo opera di ragazzi annoiati, che trovano così un modo per sfogarsi. Forse. Ma in ogni caso quei simboli, che si tratti di ragazzate o meno, sono inquietanti, perché, nel migliore dei casi, denotano un profonda ignoranza del passato, con tutto ciò che ne può conseguire.
Ignoranza manifestata negli ultimi giorni in un altro atto vandalico, dove a essere presa di mira è stata una panchina di Ponte a Moriano (subito riverniciata, già ieri mattina).
Una panchina riempita di scritte e simboli, ma niente di “classico”, niente “Marco ama Giulia” o “scemo chi legge”. No, anche qui un’altra svastica, poi il simbolo delle ss, e scritte deliranti. Spicca un “Adolf Hitler è mio amico”, fra l’altro scritto in inglese (scelta quantomeno comica quella di manifestare la propria simpatia per questa ideologia affidandosi alla lingua della “perfida Albione”). Poi un “morte alle spie”, un “rispetto per tutti paura per nessuno”, un “Pruno domina” tutto da interpretare e quella che forse vorrebbe essere la “rivendicazione” dell’opera: un “la banda della Magliana”, che, c’è ne fosse bisogno, testimonia solo la scelta discutibile dei modelli da seguire da parte degli ignoti autori. Ragazzate, forse, ma con messaggi inquietanti e un vandalismo che ha preso di mira una zona in cui era stato appena rifatto l’arredo urbano.
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