Il dolore
La posta arriva puntuale ma agli indirizzi sbagliati
Proteste nel Barghigiano, tra casi di omonimia e una distribuzione “casuale” I bar diventano punti di incontro per cercare di trovare il destinatario giusto
BARGA. A Barga la posta arriva puntuale, ma nelle mani sbagliate. Con tutti i disagi che ne derivano. Nonostante gli sforzi di Poste Italiane per ottimizzare il servizio, i problemi continuano: corrispondenza consegnata a destinatari errati, avvisi di giacenza di raccomandate e di pacchi postali lasciati anche quando la gente è in casa, e i bar diventano sempre più un luogo di “scambio” di lettere e bollette. Accade a Mologno, ma anche nelle altre frazioni sul fondovalle: «Ho visto un uomo chiedere informazioni al bar e fare il mio nome – afferma un giovane padre di famiglia residente a Mologno – e ho visto che aveva due lettere intestate a me. Dentro c’erano, ironia della sorte, dei documenti del BancoPosta, che erano stati consegnati ad altri». Da quel momento, si è aperto un curioso sipario, con l’uomo che aveva in mano altra corrispondenza, cercando di capire chi fossero i destinatari. Il problema non è nuovo, ma stavolta si sfiora il comico perché, da qualche giorno, in caso di dubbio la posta viene lasciata dai destinatari sbagliati agli esercizi pubblici come bar, uffici, lavanderie a gettoni.
Frequenti poi i casi di omonimia, anche nei paesi limitrofi: «Mi continuano ad arrivare lettere di offerte e bollettini di Sky – sostiene il signor Biagioni – ma io non ho abbonamenti e, soprattutto, l’indirizzo sulla lettera si trova dall’altra parte del paese». È di poco tempo fa, per esempio, il caso della professoressa Paola Landi, da settimane in attesa di un importante referto clinico, mai arrivato a destinazione. «Il problema è che i portalettere cambiano troppo velocemente, e devono imparare a conoscere la zona – sostengono alcuni avventori del Bar Stazione – ma ad alcuni addetti alla consegna manca anche la pazienza di aspettare che la gente abbia il tempo di uscire per firmare le raccomandate o le ricevute».
Non serve a molto nemmeno recarsi direttamente al quartier generale di Piano di Coreglia, il Centro di smistamento serve una popolazione di oltre 30 mila abitanti sparsi tra fondovalle e montagna: «Sono andato spesso in deposito per avere informazioni su delle lettere importanti che non arrivavano – racconta un praticante avvocato del fondovalle – ma è difficile trovare del personale e soprattutto risolvere i problemi».
Infine la testimonianza di un ex utente Postemobile: «Sottoscrissi a nome di mia madre un contratto sul sito dell’azienda – afferma Rita Gonnella – perché la scheda costava meno e mi sarebbe stata recapitata a casa. Più volte il postino non mi trovava nonostante avessi detto al numero verde la mia disponibilità. Poi questa scheda si è persa nel nulla, e ho dovuto ricorrere all’acquisto in uno sportello postale, pagando qualcosa in più».
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