La manifestazione
Un nuovo istituto nell’ex Lorenzini
Servirà a tamponare le urgenze, poi per trasferirvi la Carducci
LUCCA. Una scuola nell’ex caserma Lorenzini. In principio una scuola “volano”, un punto di appoggio sicuro per ospitare tutte quelle scolaresche i cui edifici saranno sottoposti a lavori di ristrutturazione o che risultino inagibili per problemi di vulnerabilità sismica. Esauriti poi tutti i necessari interventi di miglioramento agli edifici scolastici di Lucca, il plesso sarà utilizzato - ma si parla di tempi lunghi in questo caso - per accogliere le scolaresche della Carducci, che così si trasferirebbero dalla “storica” sede in San Ponziano che importa per l’amministrazione comunale una spesa annua di affitto di 180.000 euro.
La filosofia di questo progetto è a uno stadio avanzato: con il via libera della giunta comunale incassato il 5 giugno scorso, sulla trasformazione in scuola dell’ex caserma Lorenzini con un massiccio risanamento conservativo stanno lavorando i tecnici del settore opere e lavori pubblici per candidare l’opera al piano triennale per l’edilizia 2018-2020, un bando regionale in grado di finanziarla quasi per l’intero costo, con un apporto economico da parte dell’amministrazione comunale non superiore al dieci per cento dell’importo complessivo dei lavori.
Se il finanziamento andrà in porto, l’amministrazione potrà realizzare più obiettivi in un colpo solo: avere una nuova scuola in primo luogo, ma anche riqualificare una porzione importante del centro storico (dopo l’annullamento, a suo tempo, del progetto Piuss che lo riguardava e che prevedeva, fra le altre, l’utilizzo di una porzione della Lorenzini per destinarla ad asilo nido).
«Proviamo a corredarci di uno strumento in più - spiega Ilaria Vietina, assessora alla scuola -, di una scuola nella quale poter trasferire alunni qualora il proprio istituto debba essere oggetto di lavori. Ce lo ha insegnato l’esperienza dell’asilo nido Lo Scoiattolo in piazzale Verdi, che ha dovuto essere chiuso nel giro di poche ore. E visto che in futuro si dovrà procedere a ulteriori valutazioni sulla stabilità degli edifici scolastici, era necessario garantirci una base di appoggio». Sull’utilizzo poi della scuola nella Lorenzini per trasferirvi la Carducci, l’assessora fa presente che «in futuro i Comuni non dovranno più avere scuole in affitto».
Per partecipare al bando regionale, il settore lavori pubblici del Comune ha messo a punto una bozza preliminare, generica, come richiesto in questa fase. Non si tratta di un progetto definitivo. Ma, per i dati al momento disponibili, come riporta l’assessore ai lavori pubblici Celestino Marchini, con certezza la nuova scuola potrà accogliere almeno fra seicento e settecento alunni: gli spazi di cui può usufruire del resto sono davvero molto ampi.
Per i lavori di recupero del grande edificio dell’ex caserma, la stima è che siano necessari «alcuni milioni», riferisce sempre Marchini. «Sarebbe un beneficio importante anche perché - aggiunge - questo tipo di bandi finanzia l’importo necessario per intero o quasi, con una partecipazione del Comune non superiore al dieci per cento». Da tempo l’amministrazione aveva messo gli occhi sulla Lorenzini con questo intento, quando i Comuni della Piana con la Fondazione Crl pensavano alla creazione di un fondo territoriale per la riqualificazione del patrimonio scolastico da candidare alla piattaforma Invimit (società del ministero delle Finanze). Progetto poi saltato.
Barbara Antoni
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