Fornoli, abbattuti 14 tigli lungo viale papa Giovanni
Cominciano le operazioni per tagliare le piante ritenute pericolose La popolazione e il comitato chiedono subito atti concreti come il reimpianto
BAGNI DI LUCCA. Iniziato a Fornoli, non senza polemiche, il taglio dei tigli malati lungo via Papa Giovanni XXIII e nella zona della stazione. Secondo i controlli effettuati da esperti e tecnici della Provincia, i tigli colpiti dalla malattia vanno abbattuti perché il rischio che cadano è reale. I
l colpo sull’immagine della zona, nella quale in primavera estate il passante viene tra l’altro acconto dall’intenso profumo sprigionato dai tigli, è però notevole e tanti residenti si lamentano già su Facebook, chiedendo quanto meno l’immediato reimpianto.
Un’operazione però complessa, perché non è facile fare attecchire giovani piante nei “buchi” lasciati dagli alberi abbattuti in mezzo ad altri tigli frondosi, che tolgono luce ai nuovi alberelli. Intanto si procede con l’abbattimento delle prime 14 piante a rischio crollo, già censite in base alla pericolosità raggiunta.
In una pubblica riunione a Fornoli, poche settimane fa, il consigliere provinciale Nicola Boggi aveva proposto un lavoro di squadra per il rilancio di un nuovo progetto a tutela dei tigli. La popolazione e il comitato che difende l’immagine di Fornoli chiedono ora atti concreti, mentre l’amministrazione comunale torna a ribadire, come spiega il vicesindaco Sebastiano Pacini, che la competenza sull’alberatura è della Provincia e che il Comune non può opporsi all’abbattimento delle piante pericolanti. Certo è che il Comune non mancherà di esercitare pressione sul Palazzo Ducale a Lucca perché viale Papa Giovanni e dintorni non restino desolatamente privi di alberatura.
«È un atto dovuto abbattere – aveva tuttavia ricordato nell’assemblea il sindaco Paolo Michelini - alcune piante di tiglio che si trovano nel tratto di strada che va da Ponte a Serraglio fino alla stazione di Fornoli. Importanti la bellezza della strada e anche l'impatto che tutto il viale alberato ha, ma l'abbattimento serve per scongiurare un rischio elevato e per salvaguardare la salute e la sicurezza delle persone che transitano».
Nel complesso sono più di 100 su 305 le piante a rischio: vanno dal Ponte fino alla stazione e sono già state oggetto di studio anche nella precedente amministrazione, quando fu chiamato il professore Paolo Emilio Tomei. Da valutare rimane la proposta del lavoro di squadra tra enti e cittadini, disposti a mettere anche il proprio lavoro a disposizione per il reimpianto. Ma la gente e il comitato “Salviamo i tigli di Fornoli” chiedono che la Provincia passi dalle parole ai fatti.
Emanuela Ambrogi
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