Attenzione
Simulano la rapina per recuperare i soldi
Pensionato s’inventa l’aggressione di un extracomunitario Voleva truffare l’assicurazione dopo aver perso l’apparecchio acustico
LUCCA. Un racconto inverosimile. Perché i protagonisti scelgono il luogo sbagliato nel giorno sbagliato. Morale? Denunciano ai carabinieri di aver subito una rapina e si trovano indagati per simulazione di reato. Miserie umane di una società in disgregazione dove per i soldi si è disposti a testimoniare e denunciare il falso.
APPARECCHIO AUDIOMETRICO
Questa storia inizia in pieno centro storico il 2 giugno, giorno della Festa della Repubblica. E nasce dallo smarrimento di un apparecchio acustico. A riceverlo in prova, da una società specializzata, un pensionato di 70 anni. Che, con la complicità dell’ex genero (operaio ultraquarantenne residente nella periferia cittadina), denuncia ai carabinieri di Cortile degli Svizzeri di aver subito una rapina. L’ex pensionato cartario il giorno della festa della Repubblica si presenta in caserma. L’anziano mostra ai militari abrasioni sul collo, del tutto simili a quelle lasciate da una lametta da barba danneggiata. E denuncia: «Stamani vicino piazza San Michele mi ha aggredito con un coltello un extracomunitario e mi ha derubato del portafogli contenente 4000 euro in contanti». Per rafforzare la storia esibisce la ricevuta di un prelievo effettuato dal conto corrente e indica come testimone l’operaio che poi è l’ex genero.
TELECAMERE
Il racconto non convince i militari che rilevano contraddizioni. Ma la narrazione comincia a vacillare quando i carabinieri chiedono aiuto alla tecnologia visualizzando le immagini del sistema di videosorveglianza del centro storico. Nell’ora indicata e nella zona indicata non c’è traccia di aggressione. E poi, il 2 giugno, con la città invasa dalle forze di polizia non sarebbe passata inosservata una rapina.
IL MOVENTE
Le certezze del pensionato vacillano e i militari appurano che il settantenne aveva stipulato una polizza assicurativa per la famiglia. E, dopo aver perduto l’apparecchio acustico prestato, pensando di poter ottenere un risarcimento dalla sua assicurazione decide di inventarsi la rapina, dopo aver effettuato un prelievo importante, confidando di ottenere come rimborso l’importo di cui necessitava sia per pagare l’apparecchio acustico smarrito e acquistarne uno nuovo. Per rendere la storia più credibile convince l’ex genero a fargli da testimone. Ora dovranno pagarsi un avvocato.
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