Il Tirreno

Lucca

Si svuotano anche le abitazioni

di Federica Scintu
Si svuotano anche le abitazioni

Entro il 20 giugno gli inquilini dei tre appartamenti Erp lasceranno il complesso di via San Nicolao

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LUCCA. Potranno stare negli appartamenti fino al 20 giugno: poi anche loro, come i quasi mille studenti del Civitali e del Paladini, come i bambini della materna e del nido Leone XII, come i docenti e il personale tecnico amministrativo dovranno andarsene dall’immenso ex convento di via San Nicolao.

All’interno dello stabile, che si estende su 13 mila metri quadri infatti, oltre alle scuole ci sono anche tre case Erp, tutte abitate; in seguito all’ordinanza della Provincia che prevede lo sgombero della struttura a causa di problemi legati alla vulnerabilità sismica però, gli inquilini, quattro in totale, dovranno fare le valigie e trasferirsi in altre abitazioni che, come fanno sapere dal Comune, sarebbero già state individuate.

Ai tre appartamenti - uno al piano terra e due al primo piano - si accede dal portone accanto a quello dell’ingresso del Civitali-Paladini.

Nell’abitazione al pian terreno, da cinque anni, risiede una coppia che dall’oggi al domani si è ritrovata a dover fare i conti con un nuovo trasloco. Pierluigi Rea, 62 anni, e sua moglie Barbara Tinella, 45 anni, disabile con diversi problemi di salute per il momento non sanno ancora dove andranno ad abitare e restano in attesa di nuove comunicazioni da parte dell’assistente sociale e del Comune. «Ci hanno detto che fino al 20 giugno potremmo stare qui, poi dovremmo cambiare sistemazione. In dieci anni abbiamo fatto cinque traslochi - spiega Rea - mia moglie è invalida e ha bisogno di assistenza. Quindi la nostra necessità è quella di avere una casa che sia consona alle sue esigenze. Devo dire - aggiunge - che il Comune si è mostrato immediatamente disponibile. Addirittura ci hanno detto che se l’abitazione in cui andremo non avrà un bagno adatto per i disabili, faranno loro i lavori di adeguamento. In più ci hanno messo anche a disposizione i mezzi per fare il trasloco».

Altro aspetto che la coppia ci tiene a rimarcare è che questo trasferimento, seppure comporti per loro qualche inevitabile disagio ( «Ormai ci eravamo abituati a stare qui», dicono), lo accettano di buon grado anche se la speranza dei due è quella di rimanere in centro storico.

«Se la casa non è sicura - spiegano - è giusto andare via. In più è un’abitazione molto umida tanto che anche i mobili che avevamo portato - aggiunge Tinella - si sono rovinati e non penso che siano utilizzabili nella nuova abitazioni. A noi piacerebbe continuare a stare in questa zona della città ma sappiamo che non è semplice soddisfare questa richiesta perché le abitazioni Erp in centro sono pochissime. Se andremo a stare fuori dalle Mura chiediamo almeno di avere un giardino per il nostro cane Golia , di stare al piano terra e di avere un aiuto per quanto riguarda l’arredamento».

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