Sicurezza
Quel fascino discreto dello storico calzolaio
Oggi in regalo per i lettori del “Tirreno” la foto di Del Guerra È la dimostrazione del grande decoro raggiunto anche dalle botteghe
LUCCA. Durante la presentazione della nostra iniziativa Luccainsegne il sindaco Alessandro Tambellini prese ad esempio il negozio del calzolaio “Del Guerra” in via Sant’Andrea come esempio dell’effetto benefico che il decoro dei grandi negozi aveva avuto anche sugli esercizi commerciali meno importanti.
Oggi proprio questa bottega è la protagonista della stampa che regaliamo ai nostri lettori. Siamo a un tiro di schioppo da via Fillungo e dalla Torre Guinigi si trova il negozio dove generazioni di lucchesi hanno portato a risuolare e a riparare le loro scarpe.
Quasi la quintessenza della bottega artigianale (tutelata, non a caso, in questa categoria dal regolamento edilizio del Comune di Lucca). L’odore di cuoio e i colpi secchi di Enzo Del Guerra accoglievano il cliente già prima di superare la soglia. Che risalta, a sua volta, per l’eleganza della scritta supra la porta, divisa in due rettangoli. E per la decorazione in ferro battuto al di sopra.
Non siamo, in questo caso, davanti alle vetrine e alle insegne più “spettacolari”, quelle delle grandi parole dorate o dei bassorilievi in marmo. Eppure, proprio il fondo di Del Guerra dimostra come la cura e l’attenzione al decoro degli esercenti lucchesi sia arrivata a contagiare anche una “normale” bottega artigiana.
Il calzolaio non c’è più da anni. Prima, all’inizio del nuovo millennio, il suo posto venne preso da un negozio di saponi, una delle mode commerciali di quegli anni. Poi, nel 2010, il fondo venne riconvertito a vineria o - come si preferisce dire oggi con un anglismo - a “wine bar”. Un esercizio pubblico che ha contribuito a ridare vita alla piazzetta, dove si trova anche la chiesa (utilizzata oggi soprattutto dalla Comunità di Sant’Egidio per le proprie attività) e, da qualche mese, la sede della storica casa editrice Maria Pacini Fazzi.
Ricordiamo infine a chi, tra i nostri lettori, avesse perso l’uscita del raccoglitore (prima uscita della nostra iniziativa) o di una delle prime foto distribuite con Il Tirreno che potrà chiedere al proprio edicolante di fiducia di contattare il distributore per ricevere la copia della fotografia
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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