Il dolore
Odori e rumore a S. Pietro Sistema Ambiente a giudizio
Paolini e Romani alla sbarra per “disturbo del riposo”: processo al via il 13 ottobre Tutto è partito dalle lamentele dei residenti. Loro si difendono: problemi risolti
LUCCA
Sistema Ambiente alla sbarra: il presidente Matteo Romani e il “direttore” Roberto Paolini citati a giudizio per disturbo del riposo delle persone (in merito ai rumori prodotti dai mezzi di raccolta dei rifiuti) e gettito di cose (per le esalazioni maleodoranti delle presse dei rifiuti) provenienti dalla sede di Sistema Ambiente a San Pietro a Vico. Una vicenda che ha colto di sorpresa i vertici dell’azienda, che non hanno ricevuto dalla procura alcuna comunicazione. Lo stesso dicasi per i loro avvocati: Cristiano Baroni (difensore di Romani) e Luca Bisori (legale di Paolini). Il processo si aprirà il 13 ottobre davanti al giudice monocratico Gerardo Boragine.. A far partire l’indagine, condotta dagli agenti della polizia municipale e coordinata dal sostituto procuratore Lucia Rugani, sono state le proteste dei residenti della zona, infastiditi dai rumori prodotti dai mezzi della società dei rifiuti che qui venivano parcheggiati alla fine del turno di raccolta porta a porta. In particolare “il cicalio” emesso dai mezzi durante la retromarcia avrebbe sforato le soglie di rumore previste in determinate fasce orarie (in questo caso le 6 del mattino). L’altro nodo è legato alle maleodoranze prodotte dai rifiuti che qui venivano scaricati nelle presse, prima che queste venissero trasportate all’impianto di Nave da mezzi più grandi. Nella richiesta presentata al Suap inoltre, l’area avrebbe dovuto essere adibita a parcheggio dei mezzi. In pratica qui i rifiuti non avrebbero dovuto ricevere alcun trattamento. O almeno questo ritengono gli inquirenti.
La montagna potrebbe anche partorire un topolino: la vicenda potrebbe anche concludersi con una semplice oblazione, istituto che permette l’estinzione di determinati tipi di reato con il pagamento di una contravvenzione di qualche centinaio di euro. O almeno questo si augurano i due imputati, che aspettavano la richiesta di rinvio a giudizio per presentare una memoria difensiva che è già pronta. L’azienda ha commissionato uno studio con cui dimostra che sono stati risolti gran parte dei problemi emersi nell’indagine: i mezzi per la raccolta rifiuti sono stati dotati di nuovi dispositivi per la retromarcia che hanno un suono che decade dopo una certa distanza. Inoltre i mezzi non passano più davanti alle abitazioni per non recare disturbo ai residenti. E, infine, le presse – ritenute causa dei cattivi odori – sono state messe all’interno di un capannone che la società ha affittato.
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