Il Tirreno

Lucca

Il “vicolo del piacere” alle spalle del Teatro

Luca Cinotti
Il “vicolo del piacere” alle spalle del Teatro

Via della Dogana deve il suo nome all’ufficio dei monopoli del Ducato ma è nota soprattutto per aver ospitato per decenni una casa chiusa

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LUCCA. Anche la cattolicissima Lucca, come tutte le altre città, ha avuto i suoi luoghi del piacere. Almeno fino alla legge Merlin che, nel 1958, mise (finalmente) al bando le case chiuse.

Uno dei bordelli più famosi - e probabilmente l’ultimo a chiudere i battenti - fu quello che si trovava in via della Dogana. Un pertugio stretto, che si snoda a due passi da piazza Napoleone e che ha la particolarità di avere in realtà due nomi: secondo lo stradario comunale, infatti, si chiama vicolo della Dognana il tratto che parte da via del Molinetto e arriva dritto in piazza del Giglio. Mentre riceve l’appellativo di “via della Dogana” il braccio che collega il vicolo a corso Garibaldi.

Fatto sta che a lungo la strada sia stata conosciuta come “via del bordello” e che addirittura questo toponimo sia ricordato in un decreto di Carlo Lodovico di Borbone datato 1829. Il nome attuale, invece, è dovuto al fatto che la strada costeggiassse gli uffici del monopolio del Ducato di Lucca che, con il passare dei secoli, sono diventati l’Intendenza di finanza, il grande complesso che si estende da Corso Garibaldi a piazza del Giglio e che ormai da anni è desolatamente chiuso. Ma che - come anticipato qualche giorno fa proprio dal nostro giornale - potrebbe tornare a risplendere visto che è nel mirino dell’imprenditore Andrea Bulgarella che vorrebbe realizzarvi un albergo anzi - secondo le sue parole - «il più bell’albergo di Lucca». Un progetto che probqabilmente farebbe bene anche al tratto di vicolo che inizia da piaz«a del Giglio, a fianco del teatro, che da molto tempo è diventato terra di conquista per vandali assortiti.

Il progetto. #viedilucca è un progetto del Tirreno e dei local manager di Instagramers Italia, Luca Silva e Andrea Dovichi. Ogni settimana, il martedì mattina, troverete sul giornale il racconto di una strada, a partire dall’origine del suo nome, corredato dalle foto dei nosti instagramers.

La nostra convinzione, infatti, è c he proprio con i nomi e con le storie che nascondono possano essere dipinti i ritratti delle nostre strade, che sono percorsi non solo materiali ma, spesso, anche nelle storie e nel vissuto di tutti i lucchesi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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