Sicurezza
Tre anni e 10 milioni per riaprire la scuola
Incerto il destino dell’asilo nido e della materna “Leone XII”
LUCCA. Serviranno almeno tre anni e dieci milioni di euro per sistemare il Civitali-Paladini di via San Nicolao e adeguarlo alle normative statiche e antisismiche. Un periodo lungo e pieno di disagi per i 900 studenti delle due scuole superiori, i docenti e il personale Ata ma anche per i bambini che frequentano nido e materna Leone XII, che ancora non si sa dove andranno il prossimo anno.
Indagini antisismiche. A mettere in luce i problemi del complesso, di proprietà del Comune ma gestito in gran parte dalla Provincia, sono state le indagini sulla “vulnerabilità sismica” affidate ad aziende specializzate proprio da palazzo Ducale. Una serie di rilevazioni che, da una parte, dovevano servire per preparare un progetto dimessa in sicurezza dell’ex convento e, dall’altra, erano necessarie (come da disposizioni regionali) per ottenere le certificazioni per autorizzare l’attività del nido del Leone XII. Gli esami, però, hanno messo in luce problemi più profondi dal punto di vista statico. «Intendiamoci - spiega il presidente della Provincia Luca Menesini -: se mi si chiede se c’è un rischio di crollo, io prudenzialmente rispondo “no”. anche perché pochi anni fa siamo intervenuti con lavori per 800.000 euro che hanno “alleggerito” il perso del tetto. Il punto è che la staticità di questo come di molti altri immobili del centro non è legale». L’assessora comunale alle politiche formative Ilaria Vietina fa un parallelo: «È come nel caso dell’asilo nido “Lo scoiattolo” (in piazzale Verdi, ndr), quando per ottenere le certificazioni antisismiche abbiamo trovato altri problemi che ci hanno costretto a intervenire. In quel caso, l’asilo è pubblico, in questo privato, ma la situazione è la stessa».
Soldi dalla “Bei”. Il precipitare della situazione ha fatto sì che gli interventi sul Civitali debbano essere immediati, e non si possa procedere in un tempo più lungo e con minori disagi, come previsto inizialmente. Gran parte dei soldi dovrebbero arrivare attraverso i mutui della Banca europei, il cui bando scade il prossimo 23 giugno. Menesini spiega perché è molto probabile che il progetto per il Civitali sia finanziato: «Innanzitutto c’è un plafond a livello nazionale di tre miliardi. La Toscana ha poi deciso di riservare il 40% dell’importo a lei riservato per le scuole gestite dalle province. Infine, per il Civitali che per noi è una priorità assoluta, presenteremo una progettazione di livello molto avanzato, che crediamo possa farci posizionare in alto nella graduatoria». In parallelo potrebbero esserci finanziamenti anche da parte della Fondazione Cassa di Risparmio, che ha previsto di dedicare una fetta delle proprie erogazioni proprio all’edilizia scolastica.
I tempi. Se tutto andrà come previsto entro l’autunno dovrebbero arrivare i finanziamenti. Questo vorrebbe dire, scontati anche i tempi della gara di appalto, di dare il via ai lavori nel 2019. I cantieri dureranno a lungo, probabilmente almeno tre anni. Prima, però, sarà necessario un accordo fra Provincia e Comune che consenta a Palazzo Ducale di operare anche sulla parte di immobile affittata al Leone XII. Passaggio indispensabile per evitare i ritardi e disguidi avvenuti per la sistemazione dell’Agrario Busdraghi: «In questo caso però - assicura l’assessora Vietina - la situazione è molto più lineare».
Le superiori al Campo di Marte. Come già anticipato nell’edizione di ieri, gli studenti della quinta di Paladini e Civitali sosterranno l’esame di maturità al “Machiavelli”, mentre per il prossimo anno l’ipotesi più accreditata è di utilizzare gli spazi dell’ex ospedale Campo di Marte. Il progetto prevede di far arrivare dei prefabbricati da installare nel giardino che affaccia su via Gianni. Non si può, infatti, utilizzare il vecchio edificio A, ora “sigillato”, perché a sua volta non è a norma per quanto riguarda i requisiti scolastici. Piuttosto, è probabile che vengano usati altri spazi, come quello dell’ex “bar grande”: oltre alle aule, infatti, serviranno locali per i servizi amministrativi e i laboratori. Un punto sembra fermo: le scuole non saranno “spezzettate”, ma continueranno la propria attività in un unico luogo.
L’incognita per nido e materna. Più in alto mare, al momento, la situazione per il Leone XII. Per arrivare alla fine dell’anno, alla metà di luglio, il Comune ha previsto di spostare l’asilo nido al “Seme” di Sant’Anna e la scuola materna alla “Radice” in viale Castracani. Ma la vera partita, per i 100 bambini e i 16 dipendenti dell’istituto, si gioca per settembre. Negli ultimi giorni la scuola e il Comune stanno cercando di individuare una nuova collocazione: «Ci stiamo lavorando, al momento non posso dire niente», spiega l’assessora Vietina. Che, però, poi precisa: «Mi sta a cuore la condizione delle famiglie. Cerchiamo una soluzione che non crei grandi disservizi, anche perché si tratta di bambini in un’età molto, molto delicata».
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