Sicurezza
Troppi bar e gelaterie ovunque «Serve una moratoria urgente»
LUCCA. Non è passato inosservato il proliferare, negli ultimi tempi, di bar, gelaterie e paninoteche a Lucca, né fra i cittadini né fra i titolari di attività simili in centro storico che, in alcuni...
LUCCA. Non è passato inosservato il proliferare, negli ultimi tempi, di bar, gelaterie e paninoteche a Lucca, né fra i cittadini né fra i titolari di attività simili in centro storico che, in alcuni casi, si sono visti aprire, nelle vicinanze, locali concorrenti. Il tema in città è molto sentito, ma per il blocco delle nuove aperture degli esercizi pubblici bisogna aspettare che la moratoria, attualmente all’esame della Regione, venga varata. Lo chiedono a gran voce i proprietari delle attività del centro storico che ieri mattina sono intervenuti durante l’ultima tappa della nostra iniziativa Caffè Tirreno che si è tenuta al Caffè Monica da Giovanni Martini. Fra loro, anche Mila Arnoldo, titolare della famosa gelateria Veneta. «Aspettiamo da tanto la moratoria per il blocco degli esercizi di somministrazione – afferma – Non trovo giusto che in una città così piccola ce ne siano così tanti. Lucca avrebbe bisogno di altro: della gente, degli uffici, insomma, del tessuto locale». La parola d’ordine, per lei, è “qualità”. «È questo che premia, ed è questo l’aspetto su cui la città deve puntare”. Di Lucca, infatti, Mila Arnoldo si è innamorata 55 anni fa e in, tutto questo tempo, l’ha vista cambiare sotto i suoi occhi. «Il commercio à libero – dice – tutti hanno diritto di provare, ma non dobbiamo immaginare una città solo legata al turismo». Anche sui grandi eventi, come Lucca Comics o il Summer Festival ha il suo parere. «Mi piacciono, ma personalmente proporrei meno concerti con cantanti più importanti». Proprio queste manifestazioni, a suo avviso, hanno attirato le nuove aperture di esercizi di somministrazione anche in franchising. «Nonostante tutto però – ci tiene a precisare – il nostro lavoro continua a darci soddisfazioni sia dal punto di vista morale che economico». Dello stesso avviso è anche Francesca Maccari della pizzeria lo Skianto di via Vittorio Veneto. «Siamo aperti dal 2005, ma le cose sono cambiate molto negli ultimi anni – afferma – Gli esercizi di somministrazione sono troppi e sono tutti qui. Gli eventi concentrati in questa zona sono positivi e portano molto lavoro, ma il numero dei locali in questo tratto è troppo elevato». Una situazione che diventa un problema anche quando si parla di suolo pubblico. «Quando apre un esercizio vicino, ti tolgono una parte di suolo pubblico anche se lo hai pagato per 12 anni per fare spazio al nuovo arrivato». Una zona, quella intorno a Corso Garibaldi, dove Francesca nell’ultimo periodo, ha visto aprire e chiudere molte attività in poco tempo. «Il motivo – dice – è semplice, non ci si può improvvisare ristoratori».
Flavia Barsotti
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