Sicurezza
Le parole giuste per educare alla parità di genere
LUCCA. “Le parole giuste per narrare ed educare alla parità- Professioni sincronizzate contro la violenza”, è il titolo del convegno che ieri in Palazzo Ducale, ha discusso sul ruolo del linguaggio...
LUCCA. “Le parole giuste per narrare ed educare alla parità- Professioni sincronizzate contro la violenza”, è il titolo del convegno che ieri in Palazzo Ducale, ha discusso sul ruolo del linguaggio nella percezione della violenza e della parità di genere. Organizzato dal centro antiviolenza Luna, l’iniziativa ha voluto ribadire che «le parole contano, e bisogna usare quelle giuste, in ogni contesto ed ambito professionale nel momento in cui si tratta di violenza di genere», ha precisato la presidente Daniela Elena Casellli. Chi, a vario titolo, parla di violenza deve evitare, ha aggiunto, di incappare in giudizi e pregiudizi, stereotipi e altre forme capaci di commettere un’ulteriore violenza. È il concetto riassunto da Nadia Somma e Luca Martini, autori del libro “Le parole giuste. Come la comunicazione può contrastare la violenza maschile contro le donne”. Martini ha detto che scopo del volume è «non appiattire la vittima» e innescare un cambio culturale. Occorre, ha aggiunto Somma, «non produrre altre forme di accanimento contro le donne», evitando di “romanzare” la loro storia. Al tavolo anche Donatella Buonriposi. La provveditora ha spiegato che si deve partire dalla scuola, dove i ragazzi devono ottenere conoscenze e strumenti per aumentare il senso critico. “Perché - ha detto- aiutare i giovani a fare un’analisi dettagliata di temi giornalistici è compito della scuola. Così, come istruire alla parità di genere». Un nuovo incontro sarà presto organizzato nella Valle.
Francesco Cosimini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google